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   IL PARTO

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revolution_luna

Registrato dal: 04-07-2007
| Messaggi : 14838
  Post Inserito 07-06-2008 alle ore 00:19   
Il momento del parto rappresenta il coronamento degli sforzi produttivi dell’allevatore, oltre ad essere un momento estremamente coinvolgente.

La previsione del momento del parto non è molto precisa ma una serie di segni possono indicarci l’approssimarsi del giorno fatidico, anche se non bisogna farci conto in maniera assoluta.

Circa 20 giorni - un mese prima le mammelle iniziano a gonfiarsi progressivamente e nei giorni immediatamente precedenti sono turgide e gonfie di latte. Da pochi giorni a poche ore prima del parto sulla punta del capezzolo si formano delle gocce essiccate di colostro (il primo latte), in gergo si dice che la cavalla ha "fatto la cera". Per inciso, in qualche caso lo sgocciolamento di latte può essere abbondante, e se si verifica per diversi giorni prima del parto si può addirittura arrivare ad una perdita del colostro per cui al neonato bisogna dare del supplemento di colostro di un’altra cavalla, ma qui ci addentriamo in un altro campo. La presenza di latte ci da un metro relativamente affidabile dell’imminenza del parto, all’estero sono disponibili delle strisce reattive come quelle che si usano per misurare la durezza dell’acqua che, valutando il livello di calcio nelle secrezione lattea preparto danno una buona indicazione dell’approssimarsi dell’evento.

Prima del parto viene prodotto un ormone che rilassa i legamenti allo scopo di consentire una migliore dilatazione del canale del parto, questo si evidenzia con un allungamento della vulva ed un lieve affossamento dei glutei.

Generalmente il parto della cavalla non presenta della difficoltà, il passaggio del feto nel canale avviene senza grossi problemi, sia pur nei tempi dovuti, le spinte della cavalla sono molto vigorose e questo facilita una espulsione relativamente rapida, i problemi dovuti a malposizione del feto che si "incastra’ sono relativamente rari, ma quando occorrono richiedono un intervento immediato che non sempre può essere facile. In altre parole nella grande maggioranza dei casi la cavalla non richiede assistenza al parto, ma se l’assistenza è necessaria, questa deve essere tempestiva.

La cavalla partorisce quasi sempre di notte, nei momenti più tranquilli, a volte senza grossi segni premonitori. Negli allevamenti in cui sono presenti cavalle di pregio vengono organizzati dei turno di guardia per allertare il responsabile quando inizia il parto, i falsi allarmi sono numerosi e non sono rari i casi in cui dopo giorni di snervanti veglie, la guardia si assenta per un caffè e quando torna trova il puledro scodellato nel box.

Se la presenza di cera sul capezzolo ed il rilasciamento dei legamenti ci danno segni di un evento relativamente imminente, altri segni sono indicativi dell’inizio del parto vero e proprio: irrequietezza, lieve dolori colici, urinazione frequente, inappetenza, sudorazione più o meno diffusa. Tutti segni vaghi, ma che stanno ad indicare che qualche cosa di anormale, un certo "subbuglio", si sta verificando nella cavalla. In questo stadio esternamente non si nota ancora niente, ma all’interno l’utero a cominciato a contrarsi ed il puledro a posizionarsi prima ed impegnarsi poi nel canale del parto, le contrazioni dell’utero causano quell’insieme di malessere e dolori addominali tipici della prima fase del parto. Nell’utero il puledro è contenuto nel sacco amniotico con una parete bianca liscia sottile, sacco a sua volta contenuto in un altro sacco quello placentare al cui interno vi è del liquido, il sacco placentare per tutto la gravidanza aderisce per tramite di dei villi all’utero materno e da questo succhia il nutrimento che viene trasmesso al figlio. Per recapitolare quindi: sacco placentare adeso all’utero, contenente il sacco amniotico con al suo suo interno il puledro, al momento del parto (in teoria) il sacco placentare resta fermo, mentre il sacco amniotico viene spinto verso l’esterno. Il liquido contenuto nel sacco placentare fa si che la pressione anche se elevata, sia ben distribuita sul feto, e le onde di contrazioni hanno una direzione tale da incanalare il sacco amniotico con il suo contenuto nella giusta direzione.

Poiché la architettura della natura ha una sua ragione ben precisa la placenta deve restare adesa e e ferma sull’utero per garantire al puledro il nutrimento anche durante il travaglio, altrimenti questo morirebbe soffocato, in un parto ottimale la placenta si stacca solo quando il puledro è in grado di respirare l’aria, cioè quando è quasi completamente uscito. La doppia sacca consente uno scivolamento dolce e protegge il puledro e la madre dai danni derivanti dalle frizioni del parto.

Nella sua progressione verso l’esterno prima si rompe quindi la placenta, in punto ben preciso, poco vascolarizzato e privo di villi, un punto cioè che anche se rotto non interferisce con il nutrimento del puledro, con la rottura della placenta fuoriescono le cosiddette acque ed inizia il parto vero e proprio.

L’emissione della acque del parto è molto abbondante e relativamente violenta ammontando a svariati litri (10-18), ma non bisogna confondere una abbondante urinazione con la rottura delle acque, è già capitato di gente che dopo la pipì della cavalla richiedeva un taglio cesareo perché non si vedeva alcun cenno di parto imminente.

Con la rottura delle acque inizia il parto vero e proprio, il puledro, ancora chiuso nel sacco amniotico avanza nel canale e nel giro di pochi minuti introducendo una mano in vagina si possono avvertire i due piedi anteriori. La posizione corretta del puledro è quella di un tuffatore con gli arti anteriori estesi in avanti, la testa sopra agli arti, uno dei due piedi leggermente arretrato rispetto all’altro. Con l’impegno del puledro nel canale aumentano le spinte della cavalla, che nel frattempo si è coricata su un fianco, le spinte sono molto forti ed aumentano mano a mano che il puledro avanza, ogni aumento della pressione sulle pareti del canale del parto induce un aumento delle spinte. La cavalla si alza e si corica più volte cambiando posizione, questo serve dirigere meglio il puledro, progressivamente appaiono i due piedi e poi il muso, quando la testa è uscita siamo nel momento in cui la cavalla spinge al massimo delle sue forze, perché massimo è l’impegno del puledro nel canale che con i suoi fianchi esercita una grossa pressione. A questo punto poi il parto deve essere molto veloce, perché viene ad essere compresso l’ombelico e quindi il sangue non arriva più dalla madre al figlio e se il puledro non viene espulso nel giro di pochi minuti soffre di anossia che può dare gravi danno cerebrali o addirittura la morte. Con le ultime due spinte forti il puledro viene completamente espulso, con dei movimenti bruschi della testa e delle zampe anteriori rompe il sacco amniotico e può finalmente respirare ed iniziare la sua vita autonoma. La madre esausta si abbandona ad un breve riposo.

Descritti brevemente gli eventi del parto vediamo cosa possiamo fare per evitare alcuni inconvenienti che possono verificarsi. Anzitutto come fare in modo di essere presenti al parto? Il modo migliore è quello di vegliare la cavalla, ma attenzione può anche capitare di non poterla mollare di vista per diverse notti. Esistono dei marchingegni per avvertire a distanza del parto, uno è un sensore di umidità che viene applicato sul petto della cavalla, quando questa suda per le prime doglie, l’apparecchio invia un segnale radio che fa suonare l’allarme, non è a dire il vero un sistema molto affidabile non essendo particolarmente specifico. Un altro sistema consiste in un filo elettroconduttore cucito sulle labbra della vulva, quando inizia il parto il filo si rompe interrompendo il circuito ed attivando l’allarme, questo è un sistema affidabile anche se piuttosto costoso.

Poniamo che la fortuna e la perseveranza ci abbiano premiato facendoci assistere al parto, cosa dobbiamo fare ?

1. Lavare la zona genitale della cavalla con acqua tiepida.
2. Poco dopo la rottura delle acque, dopo essersi accuratamente lavate le mani e le braccia introdurre in vagina la mano per verificare la presenza dei due piedi, se questi puntano verso l’alto e sono incastrati sulla volta della vagina vanno rediretti nel canale, altrimenti possono causare delle gravi lacerazioni. Se 10 -15 minuti dopo la rottura delle acque non si vedono o non si sentono i piedi, siamo nei guai, chiamare il veterinario.
3. Se dopo la rottura delle acque vediamo sporgere dalla vulva i due piedi avvolti da una membrana sottile dal colore bianco-azzurrino va tutto bene, se invece si presenta un sacco rosa villoso abbiamo un problema: la placenta si è distaccata prima del tempo, in questo caso bisogna accelerare al massimo il parto perché il sangue del puledro non viene sufficientemente ossigenato. Bisogna quindi rompere la placenta, afferrare i piedi anteriori e tirare in sincronia con le spinte della madre.
4. Se tutto va bene come sopra aspettiamo con tranquillità finché non vediamo apparire la testa,bisogna dare un po’ di tempo perché il canale si dilati a sufficienza, quando la testa è fuoriuscita possiamo rompere la membrana che l’avvolge per liberare il muso del puledro.
5. Il puledro deve avanzare lentamente ma progressivamente in sincronia con le spinte della madre.Se i piedi non si presentano entrambi rompere il sacco e vedere se per caso uno dei due è piegato, o troppo arretrato rispetto all’altro, normalmente sono sfalsati di circa 10-15 cm., in caso tentare di correggere la posizione.
6. Quando il puledro è fuori col il collo è il momento in cui bisogna far svelti, in questo momento i fianchi con l’ombelico vengo compressi e gli scambi placentari sono insufficienti. Afferrate il puledro per i pastorali e tirate in sincronia con le spinte della fattrice, eventualmente non tirando in maniera simmetrica gli arti, il puledro uscirà in pochissimi minuti se non qualche decina di secondi.

Adesso la fattrice si abbandona esausta, il puledro scuote la testa e magari vi saluta con un mini nitrito, forse non ve sarete accorti ma se vi girate gli altri cavalli della scuderia sono affacciati ai box e vi hanno osservato per tutto il tempo, e qualche fattrice ha anche chiamato quando a visto il puledro, il parto è un evento coinvolgente per i cavalli, se al pascolo vedete un crocchio di cavalli in circolo andate a vedere molto discretamente, potrebbe essere una cavalla che sta partorendo.


(testo tratto liberamente da internet)






[ Questo Messaggio è stato Modificato da: revolution_luna il 26-04-2011 16:03 ]


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  Post Inserito 07-06-2008 alle ore 00:22   
andrei nel panico con pianto di commozione finale...


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revolution_luna

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  Post Inserito 07-06-2008 alle ore 00:25   
Quote:

07-06-2008 alle ore 00:22, kureishi wrote:
pianto di commozione finale...




Hai dubbi?


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  Post Inserito 07-06-2008 alle ore 00:47   
non dubito neppure che tu mantieni il sangue freddo.. mentre io cado in una crisi di panico...

niente ceffoni per calmarmi ... si crea subito la fila ...


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revolution_luna

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  Post Inserito 07-06-2008 alle ore 09:13   
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07-06-2008 alle ore 00:47, kureishi wrote:
non dubito neppure che tu mantieni il sangue freddo.. mentre io cado in una crisi di panico...

niente ceffoni per calmarmi ... si crea subito la fila ...




Io non penso, cioè al momento penso di si, visto che sono riuscita a seguire un operazione all'intestino una volta, il panico ti fa fare molte cose.. Solo che non sono mai riuscita ad assistere al parto, c'è la giumenta che aspetta che non ci sia nessuno.. Chissà forse il prossimo..
Arrivi la mattina e te li trovi belli sfornati e puliti..


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charlina

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  Post Inserito 08-06-2008 alle ore 14:12   
Bellissimo
dovrebbe essere bellissimo assistere ad una cosa del genere , alla fine , sicuro , lacrime come se piovesse


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revolution_luna

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  Post Inserito 18-12-2008 alle ore 11:54   
Quanto mi piace questo Topic.. Dato che sto facendo ordine.. Per chi non l'ha visto..


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gatitadenoche

Registrato dal: 19-12-2007
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  Post Inserito 18-12-2008 alle ore 13:06   
@sarita mia patatosa...io non lo avevo visto ancora.....uyyyyy lucciconi


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revolution_luna

Registrato dal: 04-07-2007
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  Post Inserito 18-12-2008 alle ore 13:29   
E allora ho fatto bene a rialzarlo..

Niente, ora intanto che faccio le pulizie di primavera, ne alzo un pò..


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minmay

Registrato dal: 31-07-2008
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  Post Inserito 26-04-2011 alle ore 23:50   
Wow sarina!chissà che emozine incredibile!!questo splendore ha già un nome? Più foto e più dettagli please!! )


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