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   E' arrivata l'influenza aviaria

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AutorePagina: 2 di 3
dany69

Registrato dal: 19-09-2005
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  Post Inserito 27-02-2006 alle ore 11:40   
E' vero che l'ignoranza è il peggiore dei mali. Quoto in pieno.
Ve ne racconto un'altra. Sabato mattina passeggiavo nei pressi di casa mia con la mia bimba. Lei, da brava figlia di gattara e futura gattara, già innamorata di tutti gli animali, era attratta da un gruppo di piccioni che banchettava su un mucchietto di molliche di pane lasciate da qualche brava persona.
"I pizzoni, i pizzoni" diceva lei indicandoli e sorridendo. "Hai visto che belli, come mangiano la pappa?" dicevo io.
Interviene una signora che passava di là.
"Non le stia vicino, non li toccate...".
Ma perchè la gente non si fa gli affari suoi? Me lo domando tante di quelle volte...
Non ho risposto. Ho continuato a starmene lì con la mia bimba a guardare i piccioni. Spettacolo molto più gratificante, per i miei gusti.
Comunque sono preoccupata. Visto i servizi dei tg sui cigni ammalati? Già sono stati qualificati come "untori". I cigni. Quando invece la colpa è tutta dell'uomo. I giornalisti dovrebbero fare più attenzione quando si esprimono. Dovrebbero rendersi conto di che cosa riescono a mettere in moto, con poche parole, nella testa di certa gente.


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dany69

Registrato dal: 19-09-2005
| Messaggi : 16135
  Post Inserito 27-02-2006 alle ore 13:24   
Ecco un giusto chiarimento sul tema dell'aviaria apparso sul sito dell'Ente Nazionale Protezione Animali.
Ma sui giornali e nei tg non se ne fa menzione. Almeno io non ho sentito nulla. Sempre due pesi e due misure, ovvio.
Fa sempre più notizia la brutta notizia. Che tristezza.
Comunque ecco il chiarimento, ormai necessario, da parte dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari:

INFLUENZA AVIARIA, L’ANMVI CHIARISCE: IL RISCHIO DI CONTAGIO È PARI A ZERO PER I NOSTRI ANIMALI DOMESTICI

L’Anmvi è finalmente scesa in campo per chiarire i dubbi sulla impossibilità di trasmettere l’influenza aviaria attraverso il pet food. Molte persone infatti continuano a temere la possibilità di un contagio attraverso la pappa o per via aerea, che possa infettare il proprio quattrozampe o un uccellino domestico. Ma i veterinari hanno sgomberato il campo da ogni informazione scorretta, andando a ribadire quanto l’Enpa sta dicendo ormai da mesi, che il panico fa male solo agli animali e che in l’Italia le probabilità di un’epidemia sono minime.
“Siamo al delirio”, ha dichiarato l’Associazione nazionale medici veterinari italiani, che si è rivolta alla stampa con un comunicato chiedendo che “si abbassino i toni dell’informazione e si restituiscano al fenomeno le giuste proporzioni”. Il rischio serio, come ha precisato infatti il presidente dell’Anmvi, Carlo Scotti, è soprattutto che la disinformazione crei reazioni spropositate di fronte a un problema le cui dimensioni non sono affatto quelle gonfiate dai media.
A proposito della possibilità di contagio per gli animali domestici, l’Anmvi ha ricordato che “i decessi si sono verificati in famiglie o individui nei quali la convivenza e promiscuità con gli uccelli infetti era estrema, con probabile inalazione ripetuta di escrementi per la permanenza prolungata negli stessi locali o per un contatto diretto o ingestione di sangue vivo di diversi animali ammalati”. L’intervento si è concluso con qualche battuta sulle possibilità del gatto di casa di incontrare un’anatra selvatica sono limitate alla visione del protagonista di un cartone animato televisivo dei Looney tunes; non ha aggiunto che il noto Daffy Duck è, nei fumetti, eterna vittima di ingiustizie. Più o meno come gli altri volatili che con l’influenza aviaria continuano a scontare la scelta, esclusivamente umana, di tenere animali negli allevamenti intensivi. (21 febbraio)

Fonte: www.enpa.it

Con l'augurio che queste cose abbiano maggiori canali di pubblicità e ascolto.




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Registrato dal: 01-01-1970
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  Post Inserito 28-02-2006 alle ore 22:51   
Leggete gente,leggete:
altro che dare la colpa agli animali selvatici, la causa è sempre una........



E’ la sconsiderata gestione degli allevamenti intensivi alla base dell’epidemia, il pericolo non viene dagli uccelli selvatici.



In un articolo pubblicato recentemente dall’Independent, si avanza autorevolmente un’inquietante ipotesi: alla base dell’epidemia dell’influenza aviaria ci sarebbero proprio gli allevamenti intensivi di pollame. La FAO è in possesso di studi dell’Università di Bangor (Galles) e Giessen (Germania) in cui si sottolinea come le morie causate dall’influenza fra gli uccelli acquatici sono avvenute in Cina, Romania e Croazia in corrispondenza di località dove si concentrano stagni di allevamento di pesci. In questi impianti si utilizza, come fertilizzante delle acque, la pollina, cioè il guano prodotto dagli allevamenti intensivi di polli.

Anche la moria di oche selvatiche avvenuta nel maggio scorso nella Cina centrale, a cui si riconduce l’attuale diffusione del virus tra gli stormi migratori, è avvenuta in una località (Qinghai) dove proprio la FAO sovvenziona un grande progetto di itticoltura industriale integrata che prevede l’utilizzo degli escrementi dei polli per accrescere la produttività degli stagni di pesca.

Il lago di Qinghai infatti, oltre ad essere un luogo dove si concentrano allevamenti di polli e di pesci, è famoso per la nidificazione di moltissimi uccelli acquatici, che di conseguenza hanno risentito per primi dell’epidemia di influenza.

L’equazione quindi è la seguente: gli allevamenti intensivi di polli, luoghi ideali per la diffusione di massa dell’influenza aviaria a causa del sovraffollamento di individui della stessa specie e della stessa età, producono tonnellate di escrementi infetti che vengono riversati negli stagni di pesca; gli uccelli selvatici, che vivono negli stessi ambienti, si infettano, ma sono le vittime secondarie e devono quindi essere difesi dai contagi provenienti dagli allevamenti, al contrario di quanto attualmente si sostiene.

I recenti focolai in Nigeria hanno colpito infatti le zone con la maggiore densità di allevamenti industriali di polli; nel resto dell’Africa non si sono registrate morie di uccelli selvatici nelle aree in cui questi maggiormente si concentrano.

E’ bene anche sottolineare che la Cina esporta in Europa e probabilmente in tutto il mondo ingenti quantità di pollina come fertilizzante, anche prettamente agricolo: chi ci assicura che non rappresenti un gigantesco serbatoio per il virus, che come sappiamo rimane vivo negli escrementi per molte settimane?

Per informazioni:

LAC – Lega Abolizione Caccia – 333 9206116





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dany69

Registrato dal: 19-09-2005
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  Post Inserito 01-03-2006 alle ore 11:40   
Ecco... siamo arrivati dove temevo. Dopo questa notizia, amplificata fino all'estremo, che un gatto in Germania è stato contagiato dal virus dell'influenza aviaria, cominceranno seri problemi per i gatti e le gattare. E poi per i cani. E via di seguito.
Io, come sapete, sono una gattara. Ne ho affrontate tante di battaglie. Tante discussioni. Devo farmi forza e prepararmi a subire gli attacchi degli ignoranti, degli stupidi, delle persone prive di testa e soprattutto di cuore.
Questo è il mondo che lasciamo ai nostri figli?
...


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Miao

Registrato dal: 14-02-2006
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  Post Inserito 03-03-2006 alle ore 20:30   
io vorrei solo sapere come diavolo hanno fatto a capire che "quel" gatto era stato contagiato dal virus...
hanno testato 300 gatti? Hanno avuto la fortuna (e che fortuna!)di far le analisi a quello "giusto"?
Si manipolano i risultati dei protocolli sperimentali dei farmaci e non si dovrebbero manipolare informazioni che nessuno si prende la briga di verificare?
... e intanto chi sperimenta alla ricerca del vaccino riceve sovvenzioni a palate, i giornali vendono qualche copia in più, e gli allevatori di mucche si prendono la rivincita sugli allevatori di polli, che con la storia della mucca-pazza avevano "alzato la cresta"! Tirate voi le somme.

intanto
sono già alla terza (solo apparentemente paziente) discussione col branco di "scimmie" logorroiche con cui i randagini di cui mi prendo cura hanno a che fare. Intanto, i Lord che portano a spasso i propri cani e sentenziano sull'igiene dei felini, neanche si preoccupano di raccogliere le "solide emissioni" dei loro beniamini...

Io credo che ci sia un tocco "criminale" in certa "informazione"... oltre alla malafede tipica di certa propaganda finalizzata a stornare l'attenzione delle masse da problemi ben più gravi, in Italia non mancano.

A costo di macchiarmi di "banalismo" ... certo è che se si fosse educata la gente ad un consumo moderato di carne (chi vi scrive non ne mangia da anni ed è ancora vivo) i signori allevatori non avrebbero avuto alcun vantaggio economico dall'inaugurare campi di concentramento-mattatoio per milioni di povere bestie indifese.

Scusate lo sfogo
se non avessi gatti mi comprerei un galletto... magari col canto del gallo qualcuno si "sveglia".

Miao (che si vergogna spesso di appartenere alla razza umana)




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Registrato dal: 01-01-1970
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  Post Inserito 06-03-2006 alle ore 14:11   
Hai perfettamente ragione Miao, anche noi non mangiamo carne. Se fosse per me macellerie ed affini sarebbero sul lastrico.
E pensare che con 1000 mq di terreno adibito a pascolo per gli animali da carne si sfamerebbero centinaia di persone con i vegetali.Mah, che mondo di ....
Ciao


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macchiolina

Registrato dal: 19-05-2005
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  Post Inserito 06-03-2006 alle ore 16:14   
Anche in Austria si sono trovati altri 3 mici positivi al virus dell'aviaria, ma ancora vivi. Non capisco come mai tanto allarmismo, l' H5N1 ora sta passando nei gatti se mangiano uccelli infetti, ma non bisogna dimenticare che in Oriente anche alcune persone, a stretto contatto con volatili infetti, sono morte. Ora mettono panico , con facoltà di eliminare felini randagi solo perchè sono animali, ma la stessa cosa sarebbe per gli uomini! Il virus è passato ai gatti tanto quanto è passato all'uomo, anzi sono morti molti più di questi ultimi che non di felini! Allora come mai i gatti si possono uccidere gratuitamente per questa psicosi e si cerca di dimenticare che il virus ha già superato la linea volatili? Gatti, uomini e qualsiasi altra specie sarà contagiata se a stretto contatto o se si cibasse di uccelli infetti.... da quando noi ci cibiamo di gatti? Mah, basta parlare di animali e scatta il panico, al posto di proteggerli dalle barbarie di chi si diverte a far loro del male! Posso solo sperare (credo una perdita di tempo) che il mondo cambi e che si rispettino di più anche gli esserini più piccoli!

[ Questo Messaggio è stato Modificato da: macchiolina il 06-03-2006 16:51 ]


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dany69

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  Post Inserito 06-03-2006 alle ore 16:52   
Purtroppo il fenomeno psicosi è preoccupante. E siamo solo all'inizio.
So che all'ufficio diritti animali del Comune di Roma arrivano tantissime telefonate di persone preoccupate del possibile pericolo di contagio per/da gli animali domestici e i randagi.
E anche nel mio piccolo ho già visto quanto sia in crescita questa assurda paura, questa nuova caccia alle streghe. Sono gattara, ho gatti a casa, e già alcune persone mi hanno chiesto che farò dei miei gatti ... CHE FARO' DEI MIEI GATTI?!?!???!?!??!?
E non solo. Il mio vet di fiducia mi racconta che arriva a studio della gente preoccupata per il canarino (e di conseguenza per la propria incolumità!). O gente che vuole vaccinare il cane o il gatto contro l'aviaria. O che è terrorizzata perché ha visto un uccello morto per la strada e vuole fare la denuncia alla ASL!
Lo so, ho ripetuto cose che ho già detto, ma la rabbia è tanta. So che voi mi capite.
Ciao. Dany


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macchiolina

Registrato dal: 19-05-2005
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  Post Inserito 06-03-2006 alle ore 17:19   
Sì, sono d'accordo con te. Anche a me hanno chiesto come posso vivere con le mie cocorite e la mia micina! Sono anche io gattara e purtroppo ne sto sentendo di tutti i colori, ripetendomi... "l'ignoranza è il peggiore dei mali" ! Sono insegnante elementare e nel mio piccolo sto insegnando ai miei bimbi a non aver paura, in questo periodo soprattutto, di gatti, uccelli.... Veramente sono molto fissata sugli animali e faccio vedere ai miei bimbi anche come salvare cimici, ragni, api ed altro; un giorno ho portato in classe, in mano senza timore, un pipistrello ed un ragno enorme, beh questo in un vasetto, per dimostrare che sono più terrorizzati questi animalini di noi che noi di loro. Di pipistrelli ne ho salvati tre in quella scuola, dai piedi delle bidelle che terrorizzate li volevano uccidere, li ho portati a casa e fatti volare di sera. Anche la mia micina e sua sorellina sono entrate in classe; le ho trovate fuori dal cancello della scuola con gli occhini purulentissimi; i bimbi non volevano toccarle per il ribrezzo ed il timore di malattie e di pulci, ma io le accarezzavo dimostrando loro che avevano bisogno di calore e di aiuto, avevano un mese circa. Non parliamo di come mi hanno guardata gli adulti temendo un'invasione di pulci e di virus! Ora tutti sanno che ho una di queste due micine e che le hanno enucleato gli occhini per la rinotracheite. Purtroppo combatto giornalmente con gli adulti che mi credono una fissata.... ma non mi stancherò mai di sensibilizzare molto i bambini alle piccole regole di un buon animalista!

[ Questo Messaggio è stato Modificato da: macchiolina il 06-03-2006 17:30 ]


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  Post Inserito 06-03-2006 alle ore 17:28   
E' proprio vero Macchiolina, anche s abitimo a Milano o nei paraggi, sembra in certe occasioni, di vivere in un paese del medioevo. Io al venerdì faccio un po di volontariato a Mondo Gatto di San Donato e gà l'altra settimana hanno chiamato perchè hanno trovato un gatto abbandonato nel trasportino e un altro in un cortile ( mi pare). Se adesso anche questa storia dell'Austria mette benzina sul fuoco, va a finire che ci "riempiamo" ancora di gatti, e per la maggior parte adulti che poi, una volta passato tutto cio ( ma passerà??) sarà difficile darli in affidamento. Mah. Ciao


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