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  >>  Il comportamento del cane  >>  I METODI NELL'EDUCAZIONE DEL CANE - Discussione n 15774 - PermaLink
   I METODI NELL'EDUCAZIONE DEL CANE

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Autore
Inizio discussione    ( Risposte ricevute: 57 )
taribello

Registrato dal: 08-04-2007
| Messaggi : 3700
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 13:54   
Quando il proprietario decide di educare/addestrare il proprio cane, si trova subito di fronte ad un grande dilemma: quale metodo utilizzare?
L’educazione può essere impartita fondamentalmente con 2 distinti metodi. quello “coercitivo” e quello “gentile”. Nel primo caso, il metodo prevede la correzione del cane nel momento in cui questi tiene un atteggiamento sbagliato; esempio: il cane non sta al passo e tende a tirare allora in quel preciso istante do uno strattoncino al guinzaglio che fa entrare in funzione lo strozzo. Il grosso problema di questo metodo, al di là di legittime e condivisibili valutazioni sull'opportunità dello stesso, sta nel fatto che nel momento in cui il cane sbaglia io lo punisco e lui capisce subito che non deve tenere quel comportamento. Tutto bene quindi? Niente affatto perchè così facendo io dico al cane "non devi fare questo" ma non dico nulla sul corretto atteggiamento da tenere.
Se si decidesse per il metodo coercitivo, sarebbe allora opportuno associare alla correzione il rinforzo positivo: il cane si allontana dalla gamba = strattone, il cane riprende la corretta posizione = bravo e tanti complimenti per fargli capire cosa ci si aspetta da lui.
Diverso e decisamente da preferire è il metodo gentile, basato esclusivamente sul rinforzo positivo.
Questo metodo è stato sviluppato in tempi abbastanza recenti grazie agli studi che sono stati fatti sulla psiche del cane. Ci si è resi conto, infatti, che i migliori risultati si ottengono non punendo chi sbaglia ma premiando chi fa bene.
In questo caso occorre ignorare i comportamenti sbagliati e rinforzare positivamente (coccole, bocconcino, pallina, ecc) quelli corretti.
Per i puristi del metodo gentile il “NO” non dovrebbe nemmeno esistere ma gli estremi a me non piacciono e allora si può benissimo adottare un metodo misto, in cui si richiama il cane nel momento in cui sbaglia e lo si premia quando si comporta bene.
Il problema della maggior parte dei proprietari è che focalizzano l’attenzione solo sui comportamenti errati del proprio cane senza premiare quelli corretti. Esempio: il cane per fare le feste ci salta addosso. Nel primo metodo ti dicono di usare il ginocchio e un secco NO, nel secondo basta ignorare il cane e girarsi. Dopo qualche tentativo andato a vuoto il cane non salterà più ma in quel momento sta a noi incentivare il giusto atteggiamento lodando e premiando il cane.
Ricordate che, perché il NO funzioni davvero, deve essere dato solo in caso di reale necessità… se si abusasse del no, il comando perderebbe quasi subito di efficacia e il cane finirebbe per non seguirci più.. meglio quindi distogliere il cane da ciò che sta facendo e indirizzarlo verso il giusto atteggiamento premiandolo non appena lo metterà in pratica.
In definitiva, oggi i metodi coercitivi vengono usati di rado e, a mio modestissimo parere, tutti quegli addestratori che basano il proprio lavoro esclusivamente su strozzo e strattone sono da scartare perché rimasti culturalmente e scientificamente indietro con i tempi. Anche in campo cinofilo occorre aggiornarsi e chi non lo fa non merita la nostra attenzione!!


[ Questo Messaggio è stato Modificato da: taribello il 27-11-2007 14:03 ]


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evuccia

Registrato dal: 04-07-2006
| Messaggi : 10549
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 14:39   
e cmq, secondo la mia esperianza puramente personale, data da anni e anni di convivenza con i cani, il comun denominatore per la buona riuscita di qualsiasi metodo decidiate di usare, è sicuramente il tempo che dedicate al vostro cane, più il cane ha la possibilità di stare con noi e vivere le più ampie sfaccettature della quotidianeità, più si educherà naturalmente, è inutile far addestrare un cane all'obbedienza, se poi non si mettono continuamente a frutto questi insegnamenti, il cane per imparare, ha bisogno di entrare in una sorta di simbiosi con il padrone, tramite l'associazione ripetuta di gesti e intonazioni della voce, e contatto, imparerà determinate abitudini e noi di riflesso avremo la possibilità di apprendere il loro linguaggio, che è fatto essenzialmente di posizioni del corpo diverse a seconda di ciò che il cane vuole comunicarci.
la più grande felicità del cane è compiacerci, e riuscire ad avere un ruolo nella scala gerarchica, il cane deve appartenere ad un branco, in natura è necessario per la sua sopravvivenza, ma lo è anche nell'ambito di una famiglia, e un branco innanzitutto deve essere unito e compatto, e ognuno deve avere un ruolo chiaro, ben definito, ma sopratutto, come ho già detto, deve essere sempre unito perchè funzioni al meglio, ed è per questo che più tempo si passerà con il proprio cane, più il rapporto diverrà saldo, e si riuscirà a vivere in maniera molto più naturale, e con poche problematiche legate alla convivenza


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sofiaeginny

Registrato dal: 18-06-2007
| Messaggi : 21194
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 16:07   
io sono super extra d'accordo al metodo gentile, ma che fare quando il cane non ti ascolta sempre e comunque? Ad esempio, quando scappa come ti comporti quando lo ritrovi? Lo sgridi? Lo sculacci? Fai finta di nulla? che fare????
Ad esempio con Sofia il mio fidanzato quando fa qualcosa di sbagliato la scullaccia per bene, e vi assicuro che con lui la stronzetta è un altro cane, ubbidiente e non si allontana di un metro


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evuccia

Registrato dal: 04-07-2006
| Messaggi : 10549
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 16:26   
@Sofi, qui come al solito torniamo al discorso legato al branco e alle gerarchie, purtroppo temo, che Sofia nella sua scala gerachica, ti consideri un sottoposto, o cmq ci prova e non trova difficoltà, e non avendo una risposta chiara da te, se ne approfitta alla grande, devi essere tu a stabilire i ruoli, non lei, con il tuo fidanzato è tutto molto più chiaro, lei ha perfettamente capito che non lo può scavalcare, e lo rispetta, anche se a te può sembrare che ne abbia timore, in realtà lei ha capito che con lui, più di tanto non può zazzare e lo riconosce come leader, i cani sai, sono molto più sensibili di noi nel carpire le sfumature, e anche se a te sembra di esserti comportata nella maniera più giusta, il cane sente se la tua fermezza e forza, è reale, o soltanto un bluff


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sofiaeginny

Registrato dal: 18-06-2007
| Messaggi : 21194
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 16:29   
quindi??? mo' come faccio a stabilire l'ordine gerarchico???


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sprinky

Registrato dal: 13-09-2005
| Messaggi : 1286
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 16:31   
Mah. Hanno vissuto tanti cani con me e ognuno era speciale.
L'educazione di base la imparavano convivendo, non ho mai portato "a scuola" un cane ed ho sempre applicato il metodo gentile. Poppie, il mio caro angelo di cui vi ho già parlato, era stata addestrata dall'unità cinofila della polizia. Era una vera e propria sentinella. Reagiva con precisione millimetrica ad ogni comando....non eseguiva comandi insensati o che potevano mettere in pericolo me, ma il comando doveva venire da una persona che amava e rispettava. (io, mio padre, mia madre).
Ciò che penso sia indispensabile è che ci sia un feeling intenso fra cane e persona, altrimenti l'educazione non funziona e va a finire che il cane o ti ignora o ti teme.
Mio marito, per esempio, (e su questo mi ricollego a sofiaeginny) non ha mai tentato di educare i nostri cani. Per dire, io ho insegnato a Kira a dare la zampa e a sedersi (a suon di coccole e bocconcini) ma mio marito nulla, nè con metodo di forza ne con metodo gentile....lui ci convive e basta. Eppure Kira (e lo stesso King e Nemo) lo vede come un Dio da adorare....quando lo vede sembra abbia visto il sole. Quando lui la chiama arriva immediatamente e basta un suo cenno per farle fare ciò che desidera.


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sofiaeginny

Registrato dal: 18-06-2007
| Messaggi : 21194
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 16:35   
il fatto che a casa, Sofia è buona e obbedisce, i problemi iniziano appena varchiamo l'uscio e questo che mi manda in confusione, com'è che a casa mi ubbidisce senza grossi problemi mentre fuori mi ignora?


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taribello

Registrato dal: 08-04-2007
| Messaggi : 3700
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 16:36   
Cosa intendi per scappa? che non risponde al richiamo oppure proprio se ne va in giro per i fatti propri? Facciamo un esempio concreto: siamo al parco, il cane è libero, ad un certo punto lo richiamiamo. Il cane non ci ascolta e continua a fare quello che vuole... lo chiamiamo di nuovo magari abbassondoci e aiutandoci col gesto delle mani, se proprio non funziona allora possiamo fingere di fuggire dalla parte opposta del cane.. importante, anzi fondamentale, è che quando il cane tornerà da noi, che sia dopo 1 o 10 richiami non importa, dovrà essere lodato tantissimo come se avesse fatto tutto alla perfezione... certo noi saremo furenti perché ci ha costretto a mille richiami tra l'ilarità dei presenti ma MAI commettere l'errore di sgridare il cane al suo ritorno da noi..
Vediamo la cosa dal punto di vista del cane, il suo pensiero è più o meno questo: vengo richiamato, devo tornare dall'uomo ma quando arrivo da lui vengo sgridato... soluzione: non torno proprio!!!
Quindi la stessa situazione viene valutata da uomo e cane in modo diverso. Il cane infatti non è in grado di elaborare pensieri complessi ma semplicemente e straordinariamente associa un fatto ad una conseguenza. Se noi, sbagliando, associassimo al fatto (il ritorno del cane da noi) ad una conseguenza negativa (la sgridata o peggio le botte) otterremmo esattamente il risultato opposto!!
Ovvio che perché il cane torni da noi, occorre che ci consideri come il capobranco i cui ordini non si discutono, si eseguono e basta.. Se non ci considerasse tale non tornerebbe da noi perché non esisterebbe ragione per la quale lui debba sottoporsi ad un ordine impartitogli da un subalterno...
Quindi Marina, non sono le botte che hanno effetto ma l'autorità esercitata sul cane. Il vero capobranco non è un despota, non impone la propria legge con la forza; il vero capobranco ottiene il rispetto e l'obbedienza di tutti i membri del branco grazie alla sua saggezza


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sprinky

Registrato dal: 13-09-2005
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  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 16:57   
[QUOTE]
27-11-2007 alle ore 16:36, taribello wrote:

Quindi Marina, non sono le botte che hanno effetto ma l'autorità esercitata sul cane. Il vero capobranco non è un despota, non impone la propria legge con la forza; il vero capobranco ottiene il rispetto e l'obbedienza di tutti i membri del branco grazie alla sua saggezza

[/QUOTE]

Un cane che teme l'uomo potrebbe vincere la paura e aggredire il padrone.....un cane che ama il suo umano non si volterà mai contro di lui.


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sofiaeginny

Registrato dal: 18-06-2007
| Messaggi : 21194
  Post Inserito 27-11-2007 alle ore 17:07   
i vostri consigli sono tutti molto saggi ma come faccio a metterli in pratica?
Sofia la porto in un bel bosco, non è un parco che la vedo sempre, di solito al richiamo torna tranne quando sente qualche odore interessante, tipo oggi, allora non c'è richiamo che tenga, è questo il mio grosso dilemma. Quando lei sente qualcosa di particolarmente interessante come faccio ad attirare comunque la sua attenzione?
Il rapporto tra me e Sofia è quasi morboso, come molti di voi mi hanno anche detto al pranzo, c'è un'adorazione reciproca ma il suo nasino con conosce limiti e scappa


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