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  >>  Gatto  >>  INFEZIONI DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE NEL GATTO E SEGNI CLINICI. - Discussione n 14595 - PermaLink
   INFEZIONI DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE NEL GATTO E SEGNI CLINICI.
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omero

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  Post Inserito 30-10-2007 alle ore 22:39   
INFEZIONI DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE NEL GATTO E SEGNI CLINICI.

RINOTRACHEITE:
E' causata da un herpesvirus che colpisce la mucosa oculare, nasale e tracheale dei gatti. Una volta infettati cominciano a starnutire ripetutamente, tossire e produrre scolo oculo- nasale entro 2 –5 giorni.
Possono inoltre apparire ulcere della lingua e della cornea, febbre alta.
L'infezione è molto contagiosa e per questo bisogna tenere alcuni accorgimenti: separare il gatto dai suoi simili, pulire bene vestiti, mani e utensili, prima di entrare in contatto con gatti sani.
Il virus può sopravvivere per mesi nella bocca o naso dei soggetti colpiti anche dopo la risoluzione dei segni clinici e può essere quindi comunque diffuso. Uomo e cane non risultano esserne colpiti.

Le infezioni lievi si risolvono di norma in 1 o 2 settimane; mentre quelle gravi possono invece durare per più settimane. I gatti adulti tendono a guarire, ma possono restare compromesse le cavità nasali. Nei cuccioli questa infezione risulta essere particolarmente pericolosa tanto da poter condurre alla morte in tempi brevi.
Alcuni soggetti sviluppano un infezione cronica che esita in starnuti continui, scolo nasale e periodiche ricadute: dovranno essere sempre tenuti separati dai gatti sani.


INFEZIONE DA CALICIVIRUS:
Presenta molte similitudini con la rinotracheite.
I segni della malattia si evidenziano dopo 2 -10 giorni dall'esposizione. La sintomatologia comprende: scolo oculo-nasale, starnuti, depressione, inappetenza, possono svilupparsi ulcere sulla lingua e sul palato, sbavatura continua.
La malattia dura da 1 a 4 settimane.
La maggior parte dei gatti guarisce ma complicanze possono essere fatali: gatti guariti da questa patologia possono continuare a diffondere il virus per mesi o addirittura per anni. Il virus risulta essere molto resistente all'ambiente esterno dove sopravvive per 8-10 giorni. Non è trasmissibile all'uomo e al cane.

Queste due forme infettive hanno un comune trattamento: le forme lievi possono essere curate a casa, rimuovendo gli scoli ripetutamente con cotone imbevuto di acqua tiepida. La diminuzione dell’olfatto comporta perdita di appetito, è quindi fondamentale forzarli a mangiare (usare cibi con odori fortemente marcati). Se il gatto, inoltre, non dovesse abbeverarsi spontaneamente, potete somministrargli l’acqua con una siringa senz’ago.
Un’'idratazione adeguata e una febbre tenuta sotto controllo velocizzerà la ripresa del vostro animale.
Qualora questi sintomi persistessero o peggiorassero o se il gatto non mangia, è necessario il ricovero: in ambulatorio veterinario i fluidi e il nutrimento potranno essere somministrati per via endovena nell'attesa che le condizioni cliniche migliorino.

TERAPIA: non esiste una terapia mirata per eliminare questi virus; il veterinario vi prescriverà antibiotici per controllare i segni clinici e prevenire infezioni secondarie come la polmonite. Informate sempre il vostro veterinario qualora non riusciste a somministrare il farmaco.

SINTOMI: problemi respiratori e rifiuto del cibo; febbre; occhi arrossati, socchiusi, con muco; presenza della terza palpebra; ricaduta dopo un miglioramento; nuovi sintomi; vomito e diarrea; inattività.
Portare il gatto dal veterinario il prima possibile.


ASMA, SINDROME BRONCHITICA:
L’asma è causata da un cattivo passaggio dell’aria nei polmoni. Le cause sono tuttora da accertare, ma prevalentemente si pensa a reazioni allergiche dovute alla continua inalazione di polveri fini della lettiera.
I gatti colpiti da asma vanno incontro ad episodici attacchi che causano loro difficoltà respiratoria marcata, a volte associata a tosse violenta .Gli attacchi sono di solito ricorrenti ed è difficile prevenirli.
A volte possono passare anche molti mesi prima che un attacco d'asma si ripresenti; oppure verificarsi con una certa frequenza nell'ambito della stessa giornata.

Con il termine di bronchite s'intende l'infiammazione delle piccole vie aeree. Non è sempre possibile riuscire a differenziare durante la diagnosi l'asma dalla bronchite, anche perché spesso le due patologie convivono.

TERAPIA: per attacchi molto leggeri o rari si consiglia di non intraprendere alcuna terapia.
Forme moderate possono essere trattate in casa somministrando i farmaci o terapie prescritte dal vostro veterinario aventi la funzione di dilatare bronchi e bronchioli; tale terapia comprende spesso antibiotici, broncodilatatori e corticosteroidi.
Forme acute d’asma possono richiedere ospedalizzazione. Esami del sangue (emocromo più profilo biochimico completo), radiografie ed esame citologico di campioni di muco respiratorio possono rendersi necessari per escludere altre patologie che possono causare segni clinici simili.

Al verificarsi di un attacco è importante che il proprietario cerchi di capire quale è stato l'elemento scatenante (lettiera,fumo,profumi,pollini) e riferirlo quindi al proprio veterinario.

SINTOMI: tosse persistente o recidivante; difficoltà respiratoria; inappetenza e conseguente perdita di peso; depressione.


SINUSITE:
I seni sono delle cavità ossee situate nel cranio che comunicano con le vie nasali, di funzione sconosciuta (teorie parlano di funzione isolante; aumentano risonanza alla voce; inumidiscono l'aria inspirata; funzione shock assorbente in caso di trauma).
L'infezione dei seni può essere causata da una colonizzazione batterica, fungina o virale. Gli ascessi delle radici dentali sia nei cani che nei gatti possono divenire causa di sinusiti.

È opportuno eseguire radiografie o TAC della testa per la diagnosi e il monitoraggio della terapia; esami del sangue (in particolar modo la conta dei leucociti); culture batteriche dei tessuti infetto e una biopsia delle cavità nasali.

TRATTAMENTO: generalmente viene prescritta una terapia antibiotica a lungo termine, per poter meglio raggiungere le cavità nasali. Sono inoltre necessari drenaggi e pulizie periodiche delle cavità nasali. In alcuni casi la risoluzione della patologia è possibile solo dopo intervento chirurgico.

SINTOMI: scolo oculo-nasale o retronasale; tosse; frequenti starnuti e continuo strofinamento del naso; gengive infiammate o denti malfermi; muso gonfio; tracce di sangue nel muco.


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