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  >>  Gatto  >>  IL DIABETE NEL GATTO. - chiuso - Discussione n 13388 - PermaLink
   IL DIABETE NEL GATTO. - chiuso
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omero

Registrato dal: 19-01-2007
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  Post Inserito 28-09-2007 alle ore 17:36   
IL DIABETE:

Come noi umani, anche i nostri amici gatti possono ammalarsi di diabete, più frequentemente in età anziana.

IN CHE COSA CONSISTE LA MALATTIA
Gran parte del cibo che un animale (uomo compreso) mangia viene trasformata attraverso numerose reazioni chimiche in uno zucchero semplice: il glucosio. L’insulina è l’ormone che permette l’assimilazione del glucosio. In un organismo sano viene prodotta dal pancreas, in piccole quantità, ogni volta che l’organismo riceve cibo. In caso di diabete, l’organismo deperisce perché le cellule non ricevono più il giusto nutrimento, mentre si ha un accumulo di glucosio nel sangue e nelle urine. Inoltre si possono avere complicazioni a livello dei reni, del fegato e degli arti posteriori.

I cani ed i gatti (e anche gli uomini) che non producono insulina sono affetti da una malattia chiamata diabete mellito.

ESISTONO DUE FORME DI DIABETE
DI TIPO I: è caratterizzata dalla totale assenza di produzione da parte del pancreas di insulina (diabete insulino-dipendente o giovanile).

DI TIPO II: l'insulina, in questo caso, viene prodotta dal pancreas, ma l'organismo non è assolutamente in grado di utilizzarla (diabete non insulino-dipendente); questa forma di diabete si manifesta soprattutto negli animali con problemi di obesità ed in quelli anziani.

SINTOMI COMUNI A GATTO E CANE
Sete intensa (polidipsia): per diluire lo zucchero accumulato nel sangue.
Continua necessità di urinare (poliuria): per espellere lo zucchero in eccesso.
Aumento dell'appetito (polifagia): non riuscendo a utilizzare il glucosio, non riesce a saziarsi.
Progressivo dimagrimento.
Debolezza e cattivo stato di salute generale.
Opacamento dell'occhio, provoca un calo della vista.

Se uno o più di questi sintomi dura per più di due-tre giorni, è fondamentale portare al più presto il gatto dal veterinario, che con un semplice prelievo di sangue potrà accertare l’eventuale presenza di diabete.
I sintomi sono diversi, comunque, a seconda della fase della malattia in cui si trova l'animale. Il più evidente è la tendenza ad urinare spesso, sia nei gatti (che bagnano di continuo la sabbietta, costringendo il padrone a pulire la cassetta igienica anche 5-6 volte al giorno), sia nei cani (che a volte non riescono a "trattenersi" fino al momento della passeggiata.

Un’alimentazione scorretta che conduce a obesità, e l’uso prolungato di alcuni farmaci, come il cortisone, possono essere causa di diabete.

GLI ESAMI PER RICONOSCERLO
Poiché altre malattie danno gli stessi sintomi, per diagnosticare il diabete si devono fare esami particolari.
Dopo aver fatto una visita generale, il veterinario deve:
- Prelevare un campione di sangue ed uno di urine per valutare i livelli di glucosio.
- Ricercare la quantità di insulina nel sangue.

A seconda dei risultati, si escluderanno altre malattie, indirizzando la diagnosi verso il diabete

ESAMI DELLE URINE: controllo della proteinuria (presenza di proteine nelle urine), glicosuria ed ematuria (presenza di zuccheri e sangue nelle urine) e della acetonuria (presenza di acetone nelle urine. Se si riscontra in presenza di forte glicosuria, è indice di grave scompenso del diabete. Valori normali: assenza di acetone nelle urine). Valutazione dell'aspetto delle urine.

ESAMI DEL SANGUE: per individuare eventuali eccessi di sostanze tossiche in circolo: esame emocromocitometrico, natriemia, potassiemia.
Gli esami del sangue per valutare la funzionalità del rene sono: azotemia, creatininemia, fosfatasi alcalina

COME TENERLO SOTTO CONTROLLO
Trattare e curare il diabete mellito non è facile, soprattutto in considerazione del fatto che dal diabete non si guarisce, ma è soltanto possibile tenere sotto controllo la malattia.
Ciò che si vuole ottenere con le cure, è che l'animale diabetico possa condurre il più possibile una vita sana e felice.

FARE ATTENZIONE ALLA DIETA
Gli animali affetti dal diabete di tipo II (diabete non insulino-dipendente) non possono essere curati con l'insulina, ma è possibile ottenere risultati soddisfacenti controllando la dieta.
Lo scopo è abbassare il livello di zuccheri nel sangue: ciò piò essere ottenuto alimentando l'animale solo con prodotti speciali ricchi di fibra e poveri di zuccheri ed associando a questa dieta farmaci ipoglicemizzanti (cioè che tendono a diminuire lo zucchero nel sangue) che si danno per bocca.

RISPETTARE QUANTITA' ED ORARI
La condizione indispensabile per curare e vincere la malattia è che il proprietario sia disposto a seguire in dettaglio le prescrizioni indicate dal veterinario.
I "pasti speciali" devono essere dati ad orari fissi e devono essere rispettate determinate quantità giornaliere.
Il primo ostacolo che si incontra è che queste "pappe" non sono in genere molto gradite ai nostri amici.
Il proprietario, però, non deve cedere: è importante ricordare che anche un solo dolcetto può rendere critiche le condizioni di un animale diabetico.

ESERCIZIO FISICO
L'animale deve svolgere con regolarità un buon esercizio fisico.
Questo significa che:
per il gatto sarà sufficiente che il suo padrone si ricordi di farlo giocare e correre almeno un quarto d'ora ogni giorno;
il cane ha bisogno di essere portato fuori anche più di tre volte al giorno e la passeggiata non deve essere breve.

NON TRASCURARE LE CURE NECESSARIE
La preoccupazione maggiore per il proprietario di un animale che ha bisogno delle iniezioni di insulina una o due volte al giorno, è la necessità di dover fare egli stesso le iniezioni.
Fortunatamente, è un dato di fatto che un proprietario responsabile si impratichisce subito e si convince del fatto che il suo animale non sente alcun dolore o fastidio particolari ogni volta che gli si pratica l'iniezione.
Ogni 3-6 mesi, il veterinario deve controllare i valori degli esami del sangue e variare le dosi di insulina in base ai nuovi risultati.
Il proprietario non deve decidere da solo di aumentarle o diminuirle.

I CONTROLLI CHE SI POSSONO FARE A CASA
Strisce reattive per la determinazione del glucosio e dei chetoni nel sangue e nelle urine.
Glucosio: pungidito per il prelievo facile e indolore del sangue capillare. Si bagna una striscia con la goccia di sangue e si inserisce la striscia in uno strumento automatico per l'autocontrollo della glicemia.
Chetoni: i test disponibili sfruttano cartine reattive impregnate di particolari sostanze che sviluppano un colore quando poste a contatto dei chetoni presenti nell'urina. I test sono sensibili soprattutto all'acido acetoacetico e in modo minore all'acetone; sono invece insensibili alla presenza di un altro corpo chetonico, chiamato beta idrossibutirrato. Non è quindi detto che un test negativo indichi con assoluta certezza l'assenza di corpi chetonici, perché potrebbero essere presenti nell'urina altri corpi chetonici, diversi dall'acido acetoacetico, non evidenziabili.

LE COMPLICANZE SONO SERIE
Se il diabete mellito non viene subito curato può causare complicazioni che possono portare anche alla morte dell'animale.
Il gatto dimagrisce a tal punto che per la sua debolezza non riesce più a muoversi e può soffrire di pancreatiti (malattie del pancreas), con gravi problemi all'intestino.
Il cane può perdere la vista e soffrire di pancreatiti, di infezioni alle vie urinarie, dei polmoni e della pelle.

In generale possono comparire: cataratta (opacamente del cristallino); neuropatia periferica (debolezza muscolare, difficoltà a camminare o a saltare, il gatto tende a camminare con tutta la zampa. Di solito vengono colpiti simmetricamente gli arti posteriori. Può esserci dolore alla palpazione); sono più soggetti ad infezioni, che costituiscono uno stress per l’organismo e possono alterare l’equilibrio glicemico (comuni le infezioni del tratto urinario, dovute alla presenza di glucosio nelle urine che diventano terreno favorevole per i germi; della bocca (gengiviti, stomatiti), che possono trarre beneficio da una detartrasi. Tutte le infezioni richiedono comunque una visita veterinaria e la somministrazione di un antibiotico adatto.
Possono essere più difficili da curare, richiedere un antibiotico più forte del normale, o un periodo di trattamento più prolungato. Le ferite possono rimarginarsi più lentamente).


LA CHETOACIDOSI
La chetoacidosi è una grave situazione di iperglicemia che richiede terapie di emergenza.
Nel paziente diabetico, l'incapacità dell'organismo di utilizzare il glucosio porta all'utilizzo dei grassi che lasciano, come prodotto finale del loro metabolismo, delle sostanze di natura acida chiamate corpi chetonici. Questi tendono a formarsi in modo particolare quando il diabete non è ben controllato o il paziente è ammalato (febbre, vomito cronico) o è a digiuno. Questi corpi chetonici tendono a produrre uno stato di acidosi che può essere particolarmente grave se non è prontamente trattato: il paziente avrà dapprima nausea, vomito e, successivamente, confusione, perdita della coscienza fino a giungere, nei casi estremi, alla morte.
I sintomi possono essere: sonnolenza, mancanza di appetito, debolezza e vomito, depressione, difficoltà a muoversi, rapida disidratazione. L’alito può avere odore di frutta matura.


COME FRONTEGGIARE UNA CRISI IPOGLICEMICA: di norma può avvenire quando la quantità di insulina iniettata è eccessiva rispetto al fabbisogno, ovvero entra in circolo senza essere controbilanciata da un adeguato apporto di cibo. È fondamentale cercare di prevenirla e di imparare a riconoscerla prima che si aggravi. Accertarsi sempre che l’animale mangi dopo la somministrazione di insulina.
La cosa migliore è somministrare l’insulina a fine pasto in quanto il gatto potrebbe vomitare e in questo caso andrebbe diminuita la dose o addirittura saltata. Lo stesso dicasi in caso di inappetenza.
Se il gatto dovesse vomitare dopo la somministrazione di insulina, dobbiamo tenerlo sotto stretto controllo per cogliere in tempo i segnali di una eventuale crisi.
I sintomi principali sono: tremori, sbandamenti, debolezza, disorientamento, strani miagolii. In caso di forte gravità si arriva a perdita di coscienza. In questo caso spalmare miele nelle gengive e nel palato e portare immediatamente l’animale al pronto soccorso più vicino.


PER PREVENIRE
Non far ingrassare troppo l'animale.
Assicurargli una dieta equilibrata.
Movimento... dunque dedicare un po' di tempo al gioco... divertente e rilassante non solo per il Vostro amico ma... anche per Voi!

CI SONO ANIMALI PIU' A RISCHIO DI ALTRI
Circa il 60% dei gatti diabetici manifesta la malattia di tipo II, mentre quasi il 100% dei cani hanno quella di tipo I.

La malattia può svilupparsi anche in seguito alla comparsa di malattie virali, ormonali o del fegato che i nostri animali hanno contratto precedentemente; inoltre, ci possono essere forme causate da medicinali oppure da sostanze tossiche che possono aver danneggiato il pancreas.
Il diabete si manifesta più spesso in animali adulti, due volte più frequentemente nelle femmine rispetto ai maschi.
In alcune razze di cani (Pinscher, barboncino, Labrador, Yorkshire; Terrier, Siberian Husky) la patologia compare più spesso, fatto che suggerisce che essa sia legata a fattori ereditari.

IN VIAGGIO
Il diabete ben controllato non è una controindicazione al viaggio ma il viaggiatore diabetico si trova costretto a confrontarsi con situazioni non abituali che possono provocare episodi iper- o ipoglicemici e richiedere modificazioni delle normali somministrazioni di antidiabetici o di insulina. Cibi inusuali, irregolarità nei pasti, aumento della normale attività fisica, l’eventuale impossibilità a procurarsi o a somministrare la dose abituale di insulina. Quest'ultima dovrebbe essere mantenuta in fresco, tuttavia conserva le sue caratteristiche e attività per mesi anche a temperatura ambiente purché non ecceda il 30°C. La necessità di insulina potrebbe variare durante il viaggio in conseguenza del variare del fuso orario. Per coloro che assumono antidiabetici orali non si consiglia una variazione della frequenza nell’uso del farmaco abituale, mentre per coloro che richiedono la somministrazione di insulina è necessario un aggiustamento del dosaggio quando il viaggio comporta una variazione di almeno sei fusi orari; negli altri casi può essere mantenuto lo schema abituale accordandolo con il fuso orario della destinazione. Le indicazioni sul corretto uso dell’insulina possono soltanto essere generiche e i viaggiatori prima della partenza dovrebbero riferirsi al proprio medico che conosce l’esatta dose necessaria.
Viaggi verso Est: il giorno viene abbreviato. Pertanto, al momento dell’arrivo, la dose mattutina dovrebbe essere ridotta a due terzi della dose abituale. Se il livello di glucosio, controllato mediante destrostix, rimane elevato per le dieci ore successive (> 240 mg%) sarà indicata una dose aggiuntiva di insulina pari ad un terzo della dose standard.
Viaggi verso Ovest: in questo caso il giorno si allunga. Pertanto, potrebbe rendersi necessaria una dose aggiuntiva se il livello di glucosio rimane elevato ancora 18 ore dopo la dose del mattino.

Portare un segno distintivo che consenta un rapido riconoscimento della condizione di diabetico, una certificazione medica indicante lo stato diabetico, la dose quotidiana standard di insulina ed il recapito del Medico curante.
Autonomia terapeutica: quantità sufficiente di insulina per l’intero viaggio; prescrizione di insulina (in lingua inglese).
Siringhe in numero sufficiente per il viaggio, accompagnate da lettera (in inglese) che ne documenti l’impiego.
Un flacone di Insulina pronta per emergenze.
Strisce reattive per la determinazione del glucosio e dei chetoni nel sangue e nelle urine.
Zucchero o alimenti per ipoglicemia.
Mantenere tutto l’occorrente nel bagaglio a mano.


Se al vostro gatto è stato diagnosticato il diabete, prima di tutto non disperate. Il diabete è una malattia cronica, ma non è incompatibile con una buona qualità di vita. Il micio potrà godere di buona salute ancora per parecchi anni, se curato con competenza, attenzione e amore.
Tradotto in pratica questo significa:

1) Avere un bravo veterinario con il quale collaborare.
La cura e la gestione quotidiana del diabete saranno affidate a voi: avrete quindi un ruolo fondamentale nel benessere del vostro gatto. L’insulina iniettabile, del tipo specifico per animali, è solitamente la cura base.
Il veterinario stabilirà (spesso con una curva glicemica) il dosaggio più adatto al caso, e la distribuzione giornaliera (nel gatto, di solito due iniezioni al giorno). Dovrà poi insegnarvi come fare le iniezioni sottocute al gatto.
In alcuni casi possono essere usati gli ipoglicemizzanti orali. Studi recenti ne hanno però segnalato la tossicità.
2) Seguire le prescrizioni e gli orari stabiliti per i pasti (verrà probabilmente prescritta una dieta a basso contenuto di carboidrati) e prestare molta attenzione al comportamento del gatto. Controllare se beve molto, se urina troppo, se perde l’appetito o diventa letargico. Controllare spesso la presenza di glucosio nelle urine con le apposite strisce reattive. Se dovete assentarvi da casa, occorrerà una persona che sia in grado di fare le iniezioni quotidiane al gatto, rispettando gli orari stabiliti.
3) Evitare il più possibile stress, lunghi viaggi ecc.

Il diabete del nostro gatto non è una passeggiata, ma nemmeno una tragedia. E’ una condizione con la quale dobbiamo imparare a convivere il più serenamente possibile, sapendo che dovremo dedicargli qualche attenzione in più. La maggior parte dei gatti si adatta pazientemente alle iniezioni quotidiane e alle visite periodiche dal veterinario con relativi prelievi di controllo.
E’ importante ricordare che il micio è sensibilissimo al nostro umore e percepisce le nostre incertezze e paure, perciò coraggio, mano ferma…e tante carezze!

{liberamente tratta da "Amici di Casa" e da internet}

[ Questo Messaggio è stato Modificato da: omero il 22-10-2007 14:29 ]

[ Questo Messaggio è stato Modificato da: misssmith il 23-11-2013 19:59 ]


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 Profilo
barbara82

Registrato dal: 30-11-2007
| Messaggi : 3
  Post Inserito 30-11-2007 alle ore 13:35   
Ho scoperto che il mio gatto di 13 anni soffre di diabete circa un mese fa con i risultati delle analisi del sangue e delle urine prescritte dal veterinario. La sua glicemia era 470.
Il gatto pesa 7 Kg, il veterinario ha deciso di partire da un dose bassa di insulina: 2 unità internazionali.
Due volte a settimana col prelievo gli controlla la glicemia e aumenta la dose di insulina gradualmente ogni volta.
Ora gli faccio 4,5 U.I. ogni 12 ore dopo i pasti.
Il gatto beve ancora molto e urina spesso. Continuo a portarlo dal veterinario e ora la glicemia è scesa a 257.
Vorrei sapere se sta andando tutto bene o se c'era un modo più rapido per trovare la giusta dose di insulina e quindi abbassare più velocemente il glucosio in circolo.
Non si può calcolare esattamente quanta insulina gli serve?
Non rischia di andare in chetoacidosi nel frattempo?
Grazie
Barbara



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lucapallino

Registrato dal: 11-04-2013
| Messaggi : 1
  Post Inserito 11-04-2013 alle ore 10:37   
ho un gatto dolce di nome pallino di circa 8 anni, abbiamo scoperto che ha il diabete da circa tre mesi ma nonostante abbiamo aumentato la dose di insulina a 4,5 UI il livello di glicemia arriva ad essere a livelli di 400 mg e alcune volte non e neppure misurabile quanto è elevata, noto un forte indebolimento e rigidatà agli atri inferiori e tutti i sintomi classici del diabete.
Qualcuno mi può consigliare terapie o cliniche veteriarie spcializzate in zona biellese o alto piemonte?
grazie luca


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Tigre80

Registrato dal: 23-11-2013
| Messaggi : 1
  Post Inserito 23-11-2013 alle ore 17:46   
Ciao! Iscritta da pochi min! Ieri ho scoperto che il mio gattone di dieci anni si e' ammalato di diabete trovata glicemia 470. Si dovra curare con insulina due volte al giorno, un'unita'. Sono molto preoccupata perche ho letto di crisi e convulsioni. Gia
'Immagino poi che abro difficolta nel fargli le iniezioni consigli? Consolatemi


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misssmith
| CV STAFF

Registrato dal: 16-05-2008
| Messaggi : 22544
  Post Inserito 23-11-2013 alle ore 19:58   
Per favore, apri un topic tuo con info e titolo adeguato, è meglio. Questo è vecchiotto e lo chiudo.



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