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  >>  Diritti degli animali  >>  Chi aiuta il moderatore? - Discussione n 10986 - PermaLink
   Chi aiuta il moderatore?

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AutorePagina: 2 di 2
danyela

Registrato dal: 03-03-2007
| Messaggi : 524
  Post Inserito 11-07-2007 alle ore 21:07   
La ricetta, quale espressione della professionalità del medico veterinario, certifica con la prescrizione la necessità della terapia da somministrare ad un soggetto identificabile (indicando i dati del poprietario dell'animale).
Analogamente nel settore degli animali d’affezione il professionista è chiamato ad aggiornare le proprie conoscenze su specialità medicinali utilizzate sia in campo veterinario che umano e quindi indirettamente anche ad approfondire le diverse regole che possono condizionare la dispensazione delle due diverse tipologie di farmaci.
Per il farmacista la ricetta costituisce una indicazione da non disattendere, se non previo consenso del veterinario, e per il proprietario rappresenta l’autorizzazione a detenere e, a volte somministrare, un farmaco.
Quando l’atto medico, a livello territoriale, prevede il ricorso alla prescrizione farmaceutica si concretizza necessariamente con l’emissione della ricetta.
Per il farmacista la ricetta rappresenta l'autorizzazione a dispensare un farmaco e, in taluni casi, il documento che consente il rimborso da parte del SSN; comunque rappresenta un atto professionale che individua precise responsabilità non solo in capo al medico ma anche al farmacista.
“…In caso di prescrizione dubbia o incongrua, il farmacista, prima di spedire la ricetta è tenuto a prendere contatto con il medico o veterinario prescrittore, riservatamente e in spirito di collaborazione, per il necessario chiarimento” (Art. 18 Codice deontologico del farmacista).Al farmacista compete la corretta dispensazione del farmaco assicurando conformità all’atto medico e qualità del prodotto, nel rispetto dei diversi formalismi che regolano la prescrizione e la dispensazione dei medicinali.
“Il farmacista deve respingere, con cortesia ma fermamente, le richieste di medicinali senza la prescritta ricetta medica o veterinaria o redatte su ricette prive dei requisiti stabiliti dalla legge” (Art. 17 c.1 Codice deontologico del farmacista). @gatto titi, nel caso del nonnetto, se sono state rispettate tutte le formalità previste nella redazione della ricetta, il farmacista, non deve disattendere il codice del farmacista, altrimenti rischia di incorrere in un'eventuale sanzione


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 Profilo
GattoTiti

Registrato dal: 20-05-2005
| Messaggi : 9867
  Post Inserito 12-07-2007 alle ore 09:12   
Grazie Collega specialista
era proprio ciò di cui avevo bisogno per fare battaglia.
GattoTiti

Se fossi il mio avvocato, oltre a saldare la parcella ti invierei anche un magnifico cadeau


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 Profilo
danyela

Registrato dal: 03-03-2007
| Messaggi : 524
  Post Inserito 15-07-2007 alle ore 21:57   
ma figurati....dovere!!!
a proposito, come sta il nonnetto???
grattini da parte mia



0 
 Profilo
axwolf

Registrato dal: 15-02-2007
| Messaggi : 7341
  Post Inserito 16-07-2007 alle ore 10:24   
[QUOTE]
11-07-2007 alle ore 21:07, danyela wrote:
La ricetta, quale espressione della professionalità del medico veterinario, certifica con la prescrizione la necessità della terapia da somministrare ad un soggetto identificabile (indicando i dati del poprietario dell'animale).
Analogamente nel settore degli animali d’affezione il professionista è chiamato ad aggiornare le proprie conoscenze su specialità medicinali utilizzate sia in campo veterinario che umano e quindi indirettamente anche ad approfondire le diverse regole che possono condizionare la dispensazione delle due diverse tipologie di farmaci.
Per il farmacista la ricetta costituisce una indicazione da non disattendere, se non previo consenso del veterinario, e per il proprietario rappresenta l’autorizzazione a detenere e, a volte somministrare, un farmaco.
Quando l’atto medico, a livello territoriale, prevede il ricorso alla prescrizione farmaceutica si concretizza necessariamente con l’emissione della ricetta.
Per il farmacista la ricetta rappresenta l'autorizzazione a dispensare un farmaco e, in taluni casi, il documento che consente il rimborso da parte del SSN; comunque rappresenta un atto professionale che individua precise responsabilità non solo in capo al medico ma anche al farmacista.
“…In caso di prescrizione dubbia o incongrua, il farmacista, prima di spedire la ricetta è tenuto a prendere contatto con il medico o veterinario prescrittore, riservatamente e in spirito di collaborazione, per il necessario chiarimento” (Art. 18 Codice deontologico del farmacista).Al farmacista compete la corretta dispensazione del farmaco assicurando conformità all’atto medico e qualità del prodotto, nel rispetto dei diversi formalismi che regolano la prescrizione e la dispensazione dei medicinali.
“Il farmacista deve respingere, con cortesia ma fermamente, le richieste di medicinali senza la prescritta ricetta medica o veterinaria o redatte su ricette prive dei requisiti stabiliti dalla legge” (Art. 17 c.1 Codice deontologico del farmacista). @gatto titi, nel caso del nonnetto, se sono state rispettate tutte le formalità previste nella redazione della ricetta, il farmacista, non deve disattendere il codice del farmacista, altrimenti rischia di incorrere in un'eventuale sanzione
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