LODI: follia all’apertura della caccia: SPARI su CICLISTA!


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Remì

Lodi, follia all’apertura della caccia
Ferita al braccio Pina Spagnolello

Fuoco sui ciclisti, la caccia si apre con un episodio che rasenta la follia. Ad essere ferita Pina Spagnolello, presidente dell’associazione Ciclodi-Fiab, di ritorno da una biciclettata nel Nord Lodigiano. La donna, insieme a una sessantina di persone, si trovava nel parco del Belgiardino, zona verde tra Lodi e Montanaso che nei fine settimana è molto frequentata. All’improvviso si è sentito uno sparo, ma il colpo ha raggiunto la Spagnolello al braccio, sul quale era evidente il segno lasciato da almeno un pallino. Nonostante il tentativo di scoprire il pazzo che si nascondeva armato fra gli alberi, nessuno si è fatto largo dalla radura. La presidente di Ciclodi si è diretta al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Lodi per farsi medicare, consapevole che sarebbe potuta andare molto peggio, poi valuterà la possibilità di fare denuncia: «È pazzesco che si possa cacciare in una zona simile, così vicino alle strade dove passa la gente. Non deve accadere mai più». (Il Cittadino)



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[ Questo Messaggio è stato Modificato da: Remì il 26-09-2008 10:14 ]

charlina

Ma è pazzesco
questi sono matti , sparano in tutte le direzioni
c'è da essere sollevati perchè è stata presa "solo" ad un braccio

Testoster1

L'arcicaccia ha già preso provvedimenti.....

L'aggressore verrà costretto a seguire un corso di tiro... inammissibile colpire solo al braccio un bersaglio di quelle dimensioni.

sofiaeginny

Non ditemi niente!!! come ben sapete io abito vicino ad un bosco, in questo bosco dentro, tra l'altro, ci sono due villette abitate, ma nonostante questo i cacciatori se ne sbattono le balle, ieri sono stata costretta a mettere il campanaccio al collo di Sofia perchè ci hanno letteralmente sparato sopra la testa!!!!!! Almeno con il campanaccio Sofia fa casino e ci sentono arrivare, sennò quelli sparano addosso a me ed ai miei cani.
Si impallassero tutti i fucili!!!!!!!

Minalarossa

Pensa che in Veneto hanno approvato una legge che gli consente di sparare anche ai cani selvatici.... ora... cani selvatici??? in veneto???
C'e da aver paura ad uscire a portar fuori i pelosi... idem come te Marina abito a ridosso in unboschetto ma piccino pero'... schiopettate a tutto andare... da aver paura, Non puoi nemmeno passeggiare nella vigna che ti tirano... a mio zio hanno seccato tre vigne!!!!!!!!!!!!!!!!!

Remì

Io ho già inviato la mia MAIL di protesta da scrivere sulle Lettere de il quotidiano IL CITTADINO:

lettere.direttore@ilcittadino.it
redazione@ilcittadino.it

***
E’ un pericolo per tutti, e il bello è che si avvicinano sempre di più (e indisturbati) ai centri abitati…
Non gli bastano più le specie a 4 zampe…



[ Questo Messaggio è stato Modificato da: Remì il 22-09-2008 11:55 ]

angesky

intorno allo "sport" della caccia, si è formata una lobby molto potnte, sentivo ieri al telegiornale che ci girano un sacco di soldi dietro...di onseguenza non faranno mai niente per mettere i bastoni fra le ruote a questa gente....
la cosa assurda è che permettono a certa gente di sparare in luoghi pubblici, ma dico scherziamo?? finche lo fanno nei loro terreni privati è anche tollerabile, ma che un cittadino non può fare una passeggiata nei boschi per paura di essere colpito...la trovo davvero una cosa assurda, e poi parlano di sicurezza...ma per piacere...

Clo75

Eccomi!! Innanzitutto grazie Remi!!

Vi incollo l'articolo per intero... che dire...
Anche io ho mandato la mia lettera di protesta, dubito che questa gente sappia leggere ma magari qualcuno gli riferirà del nostro disprezzo nei loro confronti.
Che si vergognino, e che qualcuno non mi venga a dire che non bisogna esultare quando si impallinano tra di loro.. sapete che vi dico? Ho già la bottiglia in fresco!!!


IL CITTADINO (www.ilcittadino.it)
Belgiardino, un cacciatore spara sui ciclisti: ferita al braccio la presidente di Ciclodi-Fiab

n È partito un colpo nell’aria, ma non è andato a vuoto: è finito nel braccio di Pina Spagnolello, presidente dell’associazione Ciclodi Fiab, che stava per concludere la sua biciclettata domenicale. Proprio nella giornata di ieri si è aperta la stagione della caccia, che però avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia.Pina Spagnolello si trovava in compagnia di una sessantina di persone, un gruppo che aveva deciso di partecipare all’iniziativa “Andando in bici da Lodi a Marzano e Merlino”, un percorso di quattro ore e di circa 40 chilometri che aveva entusiasmato tutti i suoi protagonisti. «Stavamo pedalando tutti insieme al Belgiardino - racconta la donna, che intorno alle 18.30 si trovava al pronto soccorso di Lodi in attesa di essere medicata -, ci stavamo avvicinando all’uscita quando abbiamo sentito uno sparo. Poi ho sentito un certo fastidio al braccio sinistro e mi sono accorta che c’era un buco». Tutti i presenti si sono spaventati, qualcuno ha anche iniziato a gridare, ma la vittima non si è lasciata intimidire. «Mai e poi mai avrei pensato che ci fossero dei cacciatori fra gli alberi - aggiunge la presidente, soccorsa fra gli altri anche da Stefano Caserini, responsabile dell’ufficio mobilità ciclistica -. Ho urlato, ma poi ho chiesto ai cacciatori di venire fuori dalla boscaglia, se ne avevano il coraggio. Ma non è spuntato nessuno, solamente due cani, mentre un altro cacciatore era lì a guardare. Ho chiesto loro cosa stessero combinando, anche perché in zona si trovavano persino alcune famiglie con i bambini».La Spagnolello è finita al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Lodi per farsi medicare la ferita, quasi certamente farà denuncia ai carabinieri per l’accaduto. «Ci vuole il referto dell’ospedale, poi vedremo il da farsi», sottolinea.La presidente dell’associazione, molto conosciuta in città, sa perfettamente di aver scampato un grosso pericolo. «Mi rendo conto che sono stata fortunata - commenta la Spagnolello -, il colpo avrebbe potuto ferirmi in faccia o da qualche altra parte. È un fatto grave e da denunciare: sparare in quell’area è una cosa da pazzi, come lo è sparare così vicino alle strade dove passa la gente, cose come queste non dovrebbero accadere. Noi siamo disponibili a parlare con le associazioni dei cacciatori, ma di una cosa siamo certi: lì non devono più cacciare».G. B.

Tutetta



Clo75

Tante belle letterine pubblicate stamattina, e per ora i cacciatori se ne stanno zitti e muti
Peccato che la mia non l'abbiano messa oggi la rimando e vediamo domani...forse ne avevano già tante...
Ecco a voi le letterine, tra cui quella della nostra mitica Remi

CICLISTA FERITA
Andate in Siberia o in Alaska a sparare, non al Belgiardino
n Caro direttore, immagino che nei prossimi
giorni questa rubrica sarà invasa da
lettere di bravi cacciatori, quelli che rispettano
le regole, il territorio, la natura
e a magari pure gli animali che vanno ad
impallinare, pronti a prendere le distanza
dai cattivi cacciatori, quelli che sparano a
tutto ciò che vola e che corre, quelli che
svuotano quintali di piombo e di cartucce
scariche nei campi, che se a fine giornata
non hanno acchiappato nulla sparano ai
cartelli stradali o alle nutrie e che poi finiscono
a fare la bellamangiata in trattoria.
La libertà di cacciare è sacrosanta e quando
poi i cacciatori sopra questa loro nobile
attività ci pagano pure le tasse, il piombo
e le armi, questa libertà di amare il territorio
in cui vivono, finiscono a dire che è
un diritto!
Poco importa se altri individui vogliono
vivere gli stessi territori in altri modo, in
bici, per funghi, a passeggio con i cani
senza rischiare di finire all’ospedale. Non
sono un animalista, penso semplicemente
che in territori così densamente abitati la
caccia sia pericolosa e inopportuna. I poveri
cacciatori, che si lamentano di pagare
un sacco di quattrini per sparare a bestie
allevate e mollate in giro, se vogliono,
vadano a sparare in Siberia o in Alaska. I
tempi in cui si cacciava per sfamarsi sono
finiti da un pezzo...
Marco Polli


CICLISTA FERITA 2
Un totale disprezzo della legge
n La Lav Lega
Anti Vivisezione
Onlus, esprime tutta la propria solidarietà
verso la Federazione Italiana
Amici della Bicicletta e in particolare
per la presidente di CiclodiFIAB,
Pina Spagnolello, colpita domenica
21 settembre dai pallini di
un cacciatore nel corso di una cicloescursione.
La Lav condivide le proposte di
Fiab inmerito alla tutela dei turisti
e comunque di tutti i cittadini che
devono potere godere del territorio,
in assoluta sicurezza, senza vedere
trasformare una serena e felice
giornata all’aperto in una tragedia,
come sempre più spesso accade.
La Lav si rende disponibile a collaborare
con Fiab e Ciclodi, anche
per organizzare da subito attività di
sensibilizzazione dell’opinione
pubblica e delle istituzioni locali
per tutelare l’incolumità pubblica
dalla follia di alcuni cacciatori che,
in preda al “delirio venatorio“, sono
pronti a sparare a qualsiasi cosa
inmovimento, animali e uomini, in
totale disprezzo della legge e delle
più ovvie regole del buon senso.
Cordiali saluti,
Simone Pavesi
Coordinatore Lav Lombardia
lav.lombardia@infolav.org
www.lav.lombardia.it


CICLISTA FERITA 3
Necessari maggiori controlli
n Non vorrei utilizzare questo spazio
per parlare della cacciama piuttosto
per parlare dei cacciatori!!!!
Una volta mi immaginavo i cacciatori
con il loro fucile dentro un bosco
o una riserva di caccia lontana
dai centri abitati e invece un giorno
mentre correvo lungo la pista ciclabile
di Galgagnano/Villa Pompeiana
mi sono accorto di avere a pochi
metri, nei prati adiacenti, dei cacciatori
in battuta di caccia con i fucili
pronti. L’hanno scorso era ormai
una consuetudine vedere cacciatori
molto vicini alle strade con
il fucile chiuso (al contrario di quello
che prevede la legge).
Tutta la zona di GalgagnanoMontanaso
è una zona molto verde e
spesso ho visto cacciatori molto vicino
(a mio avviso troppo vicino) a
spazi di normale e solita frequentazione
di persone.
Visto che non sembra così impossibile
ed improbabile che parta un
colpo accidentale, credo che per tutto
il periodo di caccia dovrebbero
esserci frequenti e continui controlli
sul territorio per verificare che
non ci siano comportamenti irresponsabili
e superficiali e che tutto
si svolga nel rispetto delle regole a
tutela delle persone.
Samuele Benatti
Galgagnano



CICLISTA FERITA 4
Impallinano tutti, anche gli uomini
n Prima o poi doveva capitare: prima
la caccia al volatile (fagiani,
passerotti ecc.), dopo all’ungulato
(stambecchi, caprioli, ecc.) e agli
animali da tana (volpi, tassi, ecc.),
in ultimo alle specie protette (vedi
le marmotte in Alto Adige…)… chi
mancava? Ma la specie a 2 zampe!
Ovvero, l’uomo!
Eh già!Mancava solo lui da impallinare!
Ci hanno pensato nel giorno
dell’apertura della caccia, dove ad
essere ferita è stata una ignara ciclista
di ritorno da una gita nel
Nord Lodigiano. E così Pina Spagnolello,
la vittima, si è dovuta beccare
un pallino nel braccio e… zitta
e mosca… ha dovuto abbozzare!
Eh sì! Perché alla potente lobby dei
cacciatori tutto è permesso! Anche
impallinare i cittadini che hanno la
sventura di capitare loro a tiro!
E non importa se sono ciclisti,
mamme con bambini, persone con i
cani a passeggio, anziani o chi altri,
c’è sempre un “pallino” pronto per
tutti, che prima o poi lascerà il segno…
Perché oggi è stato colpito un braccio…
all’indomani, potrebbe colpire
qualche organo vitale e allora si
dirà che “c’è scappato il morto”!
È una vergogna! In un Paese che
vuole essere civile come il nostro,
ancora si autorizza questa barbarie
chiamata “sport” che uccide ogni
anno tanti animali e specie protette
e ora… colpisce anche gli esseri
umani che hanno l’ardire di capitare
a tiro di un cacciatore armato di
doppietta!
Spero che trovino i colpevoli e gli
diano il massimo della pena… (ma
non voglio illudermi troppo).
REMI'



CACCIA
Smettetela di trovare giustificazioni
n Egregio Direttore,mi permetta di
utilizzare questo spazio permanifestare
il mio disgusto e la totale disapprovazione
in merito ad alcune
affermazioni della lettera del signor
Gualtiero Sepati pubblicata
sul Suo giornale il giorno 19 settembre.
Chi, come me, è profondamente
contrario alla caccia e rispetta gli
animali e l’ambiente, è veramente
stanco e nauseato nel leggere frasi
come: “Finalmente si avvicina
l’apertura della caccia… tradizione
che dalla notte dei tempi vede noi
semplici cacciatori a trepidare e
aspettare con ansia il fatidico momento…
Ci sentiamo chiamati da
una vocina interna che ci spinge a
preparaci almeglio prima come uomini
e dopo come cacciatori, perché
proprio sul terreno di caccia ci
confronteremo con la nostra abilità
ed esperienza…”.
Insomma: smettetela, voi cacciatori,
di trovare giustificazioni pseudofilosofiche,
pseudopsicologiche,
ambientalistiche o naturalistiche
ai vostri “omicidi legalizzati”;
smettetela di sentirvi “sentinelle
dell’ambiente e del territorio” (vedi
Cittadino del 14/02/2003).Ammettete,
una volta per tutte, di provare un
piacere quasi ineffabile nell’ammazzare
animali indifesi, ammettete
di sentirvi “uomini veri” quando
tenente in mano un fucile.
Visto che lo stesso signor Sepati
ammette che “siamo in un tempo in
cui essere cacciatori non è più di
moda e che tanti disapprovano la
nostra passione”, chiedo a tutti coloro
che condividono il mio pensiero
di far sentire la loro voce.
Saremo sicuramente in tanti a contrastare
con la condanna e la disapprovazione
civile queste persone
che “godono del momento magico:
l’attesa dell’apertura della caccia:
un giorno lungo un anno”.
Siamo in pianura e il lupo qui non
ha dimora,ma se ci fosse nonmi dispiacerebbe
che questi “signori” lo
incontrassero. Quindi in bocca al
lupo!
Tiziana Balli


Remì

Bene! dagli al cacciatore!

Clo75

Altre 3 letterine, tra cui la mia e l'immancabile cacciatore ovviamente bravissimo e rispettoso delle regole, totalmente estraneo all'accaduto!!!


CICLISTA FERITA 1
Siamo in balìa di una lobby di intoccabili
n Egregio direttore, ho appena letto
l’articolo apparso sul vostro
giornale che racconta come domenica,
proprio a Lodi nel parco del
Belgiardino, la presidente della Ciclodi
è stata impallinata ad un
braccio da un cacciatore... a lei va
tutta la mia solidarietà e appoggio.
A parte il disgusto e la rabbia che
provo, mi viene da dire con molta
amarezza che questo non è il primo
e non sarà l’ultimo degli incidenti
che a fine stagione andranno ad arricchire
questo bollettino di guerra..
ormai ogni anno è la solita storia,
si rischia di essere ripetitivi,
ma è l’ennesima dimostrazione, se
mai ce ne fosse ancora bisogno, della
prepotenza dei cacciatori e della
totale assenza delle istituzioni preposte
al controllo delle leggi che,
seppur poche e inadatte, regolano
questa inutile e dannosa attività.
Ormai i cacciatori sono padroni
non solo dei fondi e delle proprietà
altrui,ma anche di strade e parchi,
siamo totalmente in balìa di questa
lobby di intoccabili; siamo noi
cittadini che dobbiamo stare attenti
a dove andiamo e cosa facciamo,
perché rischiamo di imbatterci in
scariche di pallini volanti anche
nel giardino di casa nostra, o mentre
siamo al parco con i nostri figli.
Così, mentre noi trascorriamo le
nostre domeniche chiusi in casa,
naturalmente lontano dalle finestre,
perché rischiamo di venire
colpiti anche lì (vedasi bollettino
dell’anno scorso), le loro gioiose
domeniche iniziano all’alba, con
gli amati cani (che naturalmente
invecchiati o a fine stagione riempiranno
i canili), in mezzo alla natura
che amano e rispettano (lo si
capisce dai quintali di piombo che
vi riversano), in rigorosa tenuta
mimetica.
La caccia è passione, la caccia è
tradizione che si tramanda di padre
in figlio ed è questo ciò che
conta.
Questi incidenti sono cose che capitano,
sono solo dei numeri e delle
statistiche che a conti fatti non
sono niente in confronto alle vittime
degli incidenti stradali. Sono
solo imprevisti che rovinano un
appostamento di ore ed ore.
Che importa se ogni tanto qualche
pallino colpisce un genitore un
bambino o un cane, che si trovavano
nel posto sbagliato al momento
sbagliato?
Che differenza fa un essere vivente
ferito o morto in più? Che differenza
fa se la vittima ha due gambe o
due ali?
È solo un trafiletto su un giornale
che il giorno dopo sarà carta straccia.
È solo una denuncia contro
ignoti, perché questi cacciatori sono
troppo vigliacchi per ammettere
le loro responsabilità e soccorrere
i malcapitati.
È meglio darsi alla fuga e continuare
a prendersela con chi non
ha possibilità di difendersi in alcun
modo.
Perché, volete mettere, non c’è
niente che vale quanto il rientro a
casa la sera, tronfi d’orgoglio nel
mostrare il carniere bello pieno di
vittime di una caccia impari, senza
il quale non ci sarebbe nulla da
mangiare per cena; e se in qualche
giornata no, questo non dovesse
succedere, magari perché il solito
cittadino rompiscatole ha rovinato
tutto, c’è sempre la pizza d’asporto
dietro l’angolo da gustare alla faccia
di chi, in questa felice e spensierata
giornata a contatto con la
natura, ci ha rimesso un braccio
una gamba o la vita.
Vergogna!
Claudia M.



CICLISTA FERITA 2
L’attività più pericolosa al mondo
n Egregio direttore, una riflessione
su quanto la caccia, oggi, sia contro
natura, contro gli uomini, contro
l’ambiente e ovviamente
contro
gli
animali.
La caccia è contro natura.
In un solo anno i fucili dei cacciatori
italiani vomitano sul territorio del
Belpaese 500 milioni di cartucce. A
raccoglierle tutte se ne farebbe un
mucchio di 11.000metri cubi. Vengono
disperse nell’ambiente 17.500 tonnellate
annue di piombo sotto forma
di pallini: un diluvio di frammenti
velenosi che si accumula sul fondo di
laghi, fiumi, stagni e boschi italiani,
che già non godono di salute eccelsa.
Senza contare le tonnellate di plastica
dei bossoli non raccolti dai cacciatori,
che pure per legge avrebbero
l’obbligo di farlo. Non male, per una
categoria che afferma di amare la
natura...
La caccia è contro gli animali.
La pioggia di piombo serve ad ammazzare.
Solo gli uccelli migratori
massacrati ogni anno dai cacciatori
italiani assommano a 150 milioni.
Considerando una lunghezza media
di 15 cm ciascuno, stendendoli tutti
per terra si coprirebbe un percorso
di 22.500 km.
Camminando 24 ore su 24, occorrerebbero
più di 6mesi per giungere al
fondo.Esclusi gli uccellimigratori, il
totale degli animali uccisi dai cacciatori
italiani raggiunge i 300 milioni
di capi!Unmassacro operato “per divertimento”…
La caccia è contro gli uomini.
Oltre asterminare milioni di animali,
oltre ad inquinare l’ambiente, la
caccia uccide anche gli esseri umani.
È noto che l’attività venatoria non è
uno sport: il Coni ha escluso infatti
la Federcaccia dal proprio ambito, in
quanto non coerente con nessun tipo
di attività sportiva. Ma se la caccia
fosse un’attività lavorativa (sebbene
sia evidente il suo status di attività
di “svago”), secondo i parametri della
Legge 626 (Legge sulla sicurezza
sui luoghi di lavoro) sarebbe l’attività
con la più alta incidenza di pericolo,
incidenti emortalità (in rapporto
alle persone “impiegate”), superando
di gran lunga l’edilizia e la siderurgia.
La caccia è insostenibile
I cacciatori, lentamente ma inesorabilmente,
stanno diminuendo. Ma
sono sempre troppi. In Italia sono
800.000. Se questo esercito si dispiegasse
tutto insieme sull’ intero territorio
nazionale, comprese città, laghi,
fiumi emontagne, ogni chilometro
quadrato ne comprenderebbe sei.
È la densità più alta d’Europa. In
Olanda e in Belgio, ad esempio, ci sono
1,4 cacciatori per chilometro quadrato,
in Germania 1,3 mentre in
Lussemburgo 1,2. Il valoremedio dei
paesi dell’Unione Europea (Italia
esclusa) è di 2.
Edgar Meyer
Presidente Gaia Animali&Ambiente
Onlus


CICLISTA FERITA 3
Noi cacciatori non spariamo sui ciclisti
n Egregio Signor Direttore, chiedo
gentilmente spazio su queste colonne
per una breve riflessione in merito
a quanto accaduto alla Signora
Pina Spagnolello domenica 21 scorso,
giorno dell’apertura della stagione
venatoria.
Innanzitutto voglio esprimere alla
Signora Pina, personalmente ed a
nome dell’associazione che rappresento
vicinanza e solidarietà per
l’accaduto, ed il totale disprezzo per
l’incomprensibile gesto perpetrato
da chi, nell’assoluta inosservanza
delle norme che regolano la nostra
passione, e nel disprezzo dell’etica
venatoria, si è reso autore di tale
gesto, e pure vigliaccamente sottratto
alle proprie responsabilità.
Purtroppo le scellerate gesta di pochi
rischiano di bollare una nutrita
schiera di cittadini cacciatori, che
nulla hanno a che fare, e tanto meno
vogliono spartire con chi si rende
responsabile di tali fatti; noi cacciatori
non spariamo sui ciclisti.
Neppure per la preda più ambita si
deve prevaricare la libertà altrui,
così facendo si comprometterebbe
la convivenza civile, condizione essenziale
del nostro essere cittadini.
Certo di poter esprimere così il
pensiero della grande maggioranza
degli appassionati amanti dell’ars
venandi, rinnovo solidarietà, unitamente
ai migliori auguri di pronta
ripresa da questa brutta avventura,
dimenticandola così al più
presto.
Giorgio Marazzina
Presidente Provinciale Federazione
Italiana della Caccia

Remì

grazie CLO!
... speriamo che queste proteste, scuotano un po' di coscienze...

P.S. e bravo "Il Cittadino"!!



Clo75

Ragazze, la mail pubblicata oggi è delirante!!! Leggetevi la fine

"...Questi “estremismi“ che siano buoni
o cattivi sono pur sempre estremismi,
sbagliati da qualsiasi angolazione
li si guardi, come estremisti
non intendo solo chi si fa esplodere
con cinture detonanti ma anche chi
pretende che si ringrazino e coccolino
le nutrie o che si facciano salire
sui treni prima di tutti i cani
sporchi ed infestati di parassiti. ..."

I CANI SPORCHI E INFESTATI DI PARASSITI???
Oh Signur... e perchè non si firma? Ha paura che andiamo sotto casa sua con i nostri cani sporchi e pulciosi?!?!?



CICLISTA FERITA
Gli estremismi
sono sempre
sbagliati
n Caro Direttore, premetto che non
sono un cacciatore ma saltuariamente
pescatore.
Ho molti amici cacciatori,ed anche
se non homai pensato di abbracciare
questa passione non giudico ciò
che fanno.
Abito nel basso lodigiano, nelle immediate
vicinanze esistono due
aziende faunisticovenatorie
(o riserve
di caccia) che sono ben delimitate.
Da piccolo con mio padre si evitava
di recarsi all’Adda lungo queste
aziende per non imbattersi in cacciatori,
per non disturbare ,per non
rischiare di prendersi un pallino.
Si andava a pesca in altri posti.
Forse dopo questo episodio si sprecano
giudizi e falsi perbenismi che
mi sembrano fuori luogo.
Come qualcuno scrive che i cacciatori
se non catturano nulla sparano
a cartelli e nutrie, qualcuno aspetta
solo queste occasioni per giudicare
e puntare il dito contro i cacciatori,
tutti gli anni le stesse identiche polemiche.
Mi spiace per la signora colpita dal
pallino, ma da qui a dire che “le è
andata di lusso”, questo non lo posso
accettare.
Ora, qualcuno lo ha sparato quel
pallino, un pallino in caduta non
uccide, ferisce ma siamo franchi,
non toglie la vita. Si sprecano commenti
su questo, utili ed inutili, poi
inevitabilmente ci si allarga ad altri
aspetti che trovo talvolta pretestuosi.
Le nutrie le vorrei vedere nei giardini
di chi le ama e venera, la tolleranza
pronutria
sarebbe di breve
durata. Sono animali dannosi per
l’equilibrio idrogeologico delle nostre
campagne, fossi, argini, per le
colture, per le malattie che possono
portare, pericolosissime per le auto
e soprattutto per i motociclisti, ma
tutto questo non conta per alcuni,
apriamo tutti i nostri cancelli e facciamole
entrare nei nostri giardini
come animali da compagnia.
I cacciatori vadano a sparare in Siberia
o in Alaska? Speravo di essermi
sbagliato, di aver letto male leggendo
queste parole, ma come siamo
caduti in basso “non siamo più
nel medioevo dove si cacciava per
mangiare”,ma lo siamo ritornati se
si ragiona in questo modo superficiale
ed istintivo spinti da rabbia e
voglia di far polemica gratuita.
Abbiamo nove mesi per passeggiare
liberamente nei boschi,come io
ho nove mesi a disposizione per andare
a pesca senza essere impallinato,
certamente non vado a sedermi
fermo immobile lungo l’Adda o la
Muzza a pescare in questi periodi.
Le aree di caccia sono ben segnalate
da appositi cartelli che evidentemente
non vengono letti.
Vorrei solo che le persone pensassero
un istante in più prima di emettere
sentenze in merito di fatti o
comportamenti che non ci appartengono.
Siamo tutti diversi, non tutti i cacciatori
sono “bravi”, purtroppo c’è
anche in questo campo chi sbaglia
come in tutte le cose di questa vita,
non è una novità, per ”l’errore” di
valutazione di un singolo in un tiro
si generalizza e ci si deve fermare,
protestare, manifestare; la soluzione
esiste: dobbiamo crescere tutti
un po’ di più, far uscire il medioevo
che teniamo in testa e aprire gli occhi.
Riflettere, prima di sparare come
prima di inquisire una categoria,
bisogna riflettere.
Questi “estremismi“ che siano buoni
o cattivi sono pur sempre estremismi,
sbagliati da qualsiasi angolazione
li si guardi, come estremisti
non intendo solo chi si fa esplodere
con cinture detonanti ma anche chi
pretende che si ringrazino e coccolino
le nutrie o che si facciano salire
sui treni prima di tutti i cani
sporchi ed infestati di parassiti.
Riflettiamo su questi fatti e su queste
polemiche che non portano soluzioni.
B.F.



[ Questo Messaggio è stato Modificato da: Clo75 il 25-09-2008 10:02 ]

ramboluna

Ma il signore soffre di una fobia delle nutrie ??

Certo che dire che uno è un estremista solo perché critica un fatto gravissimo come quello che è accaduto

Remì

Che dire? ... anzi, ti sarei grata CLO, se mettessi qui, tutta la lettera nviata dal signore in questione su "Il Cittadino"... tanto per avere un quadro globale della sua mail!

"...che si facciano salire
sui treni prima di tutti i cani
sporchi ed infestati di parassiti. ..."

... mamma mia! mi sembra di sentire i miei parenti-anti-animalisti!!
ma ancora non l'hanno capito che a portare sui treni i parassiti NON sono i cani, ma... i cristiani! quelle persone cioè, che a causa della loro (disgraziata) situazione di vita, o per mancanza di un tetto o per mancanza economica o altro... non hanno possibilità di condurre una sana vita igienica... (e non dico altro)

Clo75

Quote:

25-09-2008 alle ore 11:41, Remì wrote:
Che dire? ... anzi, ti sarei grata CLO, se mettessi qui, tutta la lettera nviata dal signore in questione su "Il Cittadino"... tanto per avere un quadro globale della sua mail!



sisi Remi, l'ho messa.. è proprio questa ultima, firmata da questo B.F.... in alto avevo riportato solo un pezzettino, la fine, poi sotto c'è tutta intera.

E che dire anche quando parla dei pallini che "suvvia, al massimo feriscono ma non uccidono"
Ma ti pare che uno debba stare zitto se impallinato solo perchè non ha rischiato la pelle?????? Ma questo è scemo eh,scusate...
Questo è quasi peggio dei cacciatori...

Remì

a B.F. poche parole: "... quando finirà all'ospedale per un pallino sparato da chissà chi e dove nel suo corpicino (perchè ci finirà, se continuerà a difendere la categoria), vorrà dire che quando lo si andrà a trovare, invece di caramelle li porteremo sotto il naso la sua bella letterina... con cui si potrà pulire!"... visto che la Sanità sta - purtroppo - economicamente a pezzi, ne avrà molto bisogno!



[ Questo Messaggio è stato Modificato da: Remì il 25-09-2008 15:44 ]

Clo75



Clo75

Finalmente la lettera che aspettavamo: E' STATA COLPA DEL CICLISTA!!!! siamo noi cittadini che sapendo che il 21 inizia la caccia non dobbiamo andar per boschi!!!!
o mamma... ma come si fa a rispondere a uno cosi... ma io non perdo neanche tempo dai...
l'altra lettera invece non l'ho capita... non so con chi ce l'ha ma vabbè.
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CICLISTA FERITA
Devono
recitare
il mea culpa
n Poteva capitare a chiunque,
anche in transito su uno stradone
asfaltato, d’essere bersaglio di
un pallino vagante, ma attraversare
un bosco, un parco, una riserva,
la campagna (tutti habitat
naturali di selvaggina e non dell’uomo)
proprio nel primo giorno
di caccia, quando i cacciatori
sono in giro numerosi come i vacanzieri
in autostrada il primo
giorno di vacanza, è un po’ come
andarselo a cercare (il pallino)
ed è da incoscienti (la ciclista impallinata
e i suoi più stretti collaboratori)
non avere pensato a
questa eventualità, considerando
anche la responsabilità di avere
al seguito altri 60 ciclisti. Dovrebbero
recitare il “mea culpa”
e non sollevare un “polverone”
di proteste e denunce!.
Perché questo incidente poteva
essere evitato, oppure poteva
avere minor probabilità di succedere,
osservando alcuni criteri
organizzativi che fanno parte del
buon senso, delle regole del convivere
civile oltre che essere dettate
da norme amministrative
che ordinano anche queste pedalate
aperte a tutti e con qualsiasi
tipo di bici.
Questi:
1) Studiando il percorso e supervisionandolo
in bici per evitare
sorprese il giorno e nelle ore della
pedalata programmata: difficoltà
e pericoli non superabili da
tutti i partecipanti, ostacoli
(stanghe, ponti, cancelli e recinzioni,
guadi, passaggi obbligati
di cortili di cascine, divieti di
passaggio di qualsiasi tipo), per
chiederne la rimozione, o come
superarli, ai proprietari o ai loro
gestori, per il passaggio dei ciclisti.
2) Inoltrando per tempo (un mese
prima) al Comune, dove la pedalata
parte, la domanda di autorizzazione
a svolgerla allegandone
il programma ( luogo di ritrovo,
percorso, orari di passaggio, ritorno,
eventuali esigenze di protezione,
eccetera).
3) Inviando per tempo (un mese
prima) a tutti i Comuni coinvolti
al passaggio della Pedalata su
strade, sentieri di campagna,
cortili di cascine, ecc. del loro
territorio, il percorso dettagliato,
orari di passaggio, eventuali
esigenze di protezione, ecc.
Queste 3 azioni combinate, portano
sempre l’organizzatore a venire
avvertito per tempo se tutto
va bene o se c’è qualcosa da cambiare.
Suggerendogli le eventuali varianti
per i più disparati motivi:
altre manifestazioni quel giorno
e nelle stesse ore, lavori in corso,
strada o sentiero non più accessibili,
proprietà privata chiusa, lavoro
nei campi da non intralciare,
riserva di caccia o di ripopolamento
da non disturbare, ecc.
eccetera.
Di certo, se la ciclista impallinata
e i suoi collaboratori che
l’hanno soccorsa, si fossero mossi
così anzitempo, e non improvvisando
forse cammin facendo il
percorso, com’è d’uso nello stile
“Pedalate tra amici“, qualcuno
avrebbe ricordato loro che il 21
settembre era il primo giorno di
caccia e li avrebbe consigliato di
non attraversare il Parco Belgiardino
ma di rientrare a Lodi
per la pista ciclabile asfaltata di
Montanaso.
Giuseppe Pratissoli
Montanaso Lombardo



CACCIA
Non abbiamo
bisogno
di polemiche
n Egregio Direttore, nella rubrica
Lettere e Opinioni del Cittadino
del 19 settembre un noto rappresentante
del mondo politico
lodigiano mi ha attaccato, senza
fare il mio nome, riportando le
informazioni fornite nel corso
della riunione dei cacciatori che
si è recentemente tenuta a Castelnuovo
Bocca d’Adda.
Potrei ironizzare facilmente sul
fatto che, in prossimità della scadenza
elettorale per le Provinciali,
sono divenuti tutti cacciatori e
ornitologi provetti.
Anche chi, verosimilmente, non
saprebbe distinguere lo storno
volatile dallo storno di bilancio.
Potrei anche offendermi, non
tanto per le affermazioni false
contenute nella lettera, ma per le
critiche indirettamente rivolte a
tutti i cacciatori della Libera
Caccia, che mi onoro di rappresentare.
Ma non mi sembra un esercizio
proficuo. Ho un solo messaggio
da riferire, a quanti tentano goffamente
di speculare sulle dialettiche
interne del mondo venatorio,
che saprà ricomporle come
ha fatto finora.
Di parole inconcludenti, polemiche
sterili e strilli inconsulti la
caccia non ha bisogno.
Il mondo venatorio ha bisogno di
serietà, proposte concrete, soluzioni
percorribili. Certa politica
stia lontana dalla caccia.
Roati Fausto
Presidente Provinciale A.N.L.

Remì

… dopo tutte queste lettere di “solidarietà” nei confronti della ciclista, la povera Pina Spagnolello non potrà che dire:

ut animadvertit errorem suum, Mucius Scaevola manum foculo iniecit e dixit: "quia erravit, manus mea puniatur".
Non appena si accorse del suo errore, Muzio Scevola pose la mano sul fuoco e disse: "Poiché la mia mano ha sbagliato, sia punita".

… visto che a quanto asseriscono i “sostenitori del pallino vagante”, a sbagliare è stata la mano sul manubrio della ciclista che doveva cambiare direzione, e non … quella del cacciatore!



Clo75

le lettere continuano! gustatevi questa "perla" della cacciatrice... a mio parere una delle cose piu ridicole che può fare una donna... ma ce la vedete in tenuta mimetica?? ma a casa a "fare la calzetta" no?!?!
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CICLISTA FERITA 1
Si poteva “aggirare” il problema
n Una semplice considerazione,
aldilà delle opinioni sull’attività
venatoria: gli incidenti purtroppo
capitano, in qualsiasi attività
umana, sia essa di lavoro, divertimento
o sport.
Certo, quando di mezzo ci sono dei
fucili tutto diventa più pericoloso.
Molto pericoloso! E ne siamo coscienti
noi cacciatori per primi.
Per questo allora io mi domando:
dov’è il buon senso?? Quello del
cacciatore (ovvio!), che accortosi
della presenza dei ciclisti non
avrebbe dovuto assolutamente
sparare! E ribadisco:assolutamente!!
Ma anche quello delle associazioni
che, a mio parere molto sbadatamente
(troppo sbadatamente!),
hanno deciso di organizzare
delle manifestazioni ciclistiche
per quella domenica in posti maledettamente
sbagliati!
Il 21 Settembre era l’apertura della
stagione venatoria: nessun cacciatore,
è risaputo, vi rinuncia.
Quindi che in quel giorno di fucili
ce ne sarebbero stati in giro più
che mai era immaginabile, un po’
come le canne da pesca all’apertura
della trota(solo che loro non
fanno male!).
Per tanto sarebbe forse bastato
scegliere percorsi un poco più lontani
dalle zone in cui cacciare è
consentito... o forse no!
Tuttavia volevo soltanto con questa
mia lettera, che non risolve
nulla e conclude ancor meno,
prendere come cacciatore parte
della colpa per l’accaduto e chiedere
infinitamente scusa alla signora
ferita e di certo spaventata e
ringraziare il Signore di averci
messo una mano... ma una tirata
d’orecchi va anche alla Ciclodi
che avrebbe potuto “aggirare“il
problema, magari stabilendo con
gli organi competenti di garantire
maggiore sicurazza al percorso,
vietandone l’accesso, in qualche
modo, anche solo per quella giornata,
a noi cacciatori.
Sarebbe stata una tutela per tutti:
per i ciclisti, in questo caso in primo
luogo, e per noi, che di andarcene
a zonzo a fare del male ad altri
uomini proprio non ne abbiamo
intenzione. Noi cacciatori ci
rendiamo conto di agire su un territorio
che non è soltanto nostro e
vorremmo, semplicemente, poter
dividere in sicurezza questi spazi
con tutti gli altri che amano la vita
all’aperto e la campagna. Per
chi poi non considera il nostro un
amore per la natura non ho nulla
da aggiungere: opinioni agli antipodi,
troppo lontane una dall’altra,
e mi rendo conto che non basterebbero
un milione di parole
per convincere chi pensa che, ad
esempio, con il fucile in mano ci
sentiamo uomini veri: siamo solo
più pericolosi, lo sappiamo, e per
questo ci stiamo attenti!
Per quanto ad alcuni possa sembrare
inspiegabile adoro gli animali,
i campi e la vita che mi circonda,
ho una passione smodata
per i miei cani, che non abbandono
a fine stagione o cose simili. In
tutto questo vedo la caccia come
una semplice componente (a voi la
scelta su come chiamarla: sport,
arte nobile, divertimento, assassinio,
mattanza...).
Nel rispettare chi non la pensa come
me chiedo di essere rispettata
anch’io: di pessima ironia la battuta
“in bocca al lupo”. Io non lo
augurerei mai e poi mai, in quel
brutto senso,ad un altro essere
umano. Ripeto: amo gli animali
ma una cosa sono loro, un’altra
siamo noi (non riesco a paragonarci).
Non cerco approvazione, questo è
il mio pensiero.
Una cacciatrice
Simona Alloni
Lodi


CICLISTA FERITA 2
Contro di noi una campagna diffamatoria
n Egregio Direttore, sono veramente
rammaricato per questa
campagna diffamatoria che si sta
facendo contro i cacciatori, riguardo
allo spiacevole incidente
occorso domenica scorsa alla signora
Spagnolello, a cui va tutta
la nostra solidarietà e comprensione
per quanto accaduto e nello
stesso tempo va il nostro monito a
chi come osservava giustamente il
Sig. Marazzina del Fidc, non ha
saputo assumersi la responsabilità
del suo gesto.
Probabilmente e come al solito è
bastato il pretesto per strumentalizzare
e vilipendere l’intera categoria
dei cacciatori. Purtroppo
dobbiamo registrare una serie di
ingiurie nei nostri confronti, facendone
come sempre “di tutte le
erbe un fascio”: c’è chi prova disgusto,
rabbia, chi ci dà dei prepotenti
o dei vigliacchi, chi addirittura
dei lobbisti intoccabili, chi
pensa al fatto che l’attività venatoria
sia inutile e dannosa e chi ancora
ci dice che dovremmo provare
vergogna, e ancora definisce
“bollettino di guerra” quanto è
successo, oppure ancora chi definisce
la caccia “l’attività più pericolosa
del mondo” e ancora “contro
natura, contro gli uomini contro
l’ambiente… vomitano cartucce…
un diluvio di frammenti velenosi…,
omicidi legalizzati”.
C’è chi invece ci manderebbe in
Siberia o in Alaska o definisce la
caccia un “delirio venatorio”, e
chi invece ancora sostiene “impallinano
tutti, anche gli uomini: la
specie a 2 zampe (incredibile!)… e
c’è sempre un pallino pronto per
tutti” … e via di questo passo.
Ebbene Direttore non le sembra
un po’ troppo? Non le sembra che
oltre ai termini utilizzati, i toni
ingiuriosi siano oltre i limiti dell’educazione?
Sono pienamente
convinto che come in tutte le cose
ci sia chi non condivide oppure
chi è in “piena disapprovazione”,
ma da qui a raccogliere una serie
infinita di denigrazioni francamente
mi sembra che si vada oltre
il limite.
Avete mai letto di cacciatori che
offendono e oltraggiano ecologisti,
animalisti o altri che non sono
affini alle nostre attività? Ritengo
che chi ha questa particolare sensibilità
verso gli animali dovrebbe
avere anche un giusto riguardo
verso le persone, sempre accettando
la propria diversità di vedute e
sempre aperti alla discussione e al
confronto, ma senza arroganza e
senza la presunzione di essere gli
untori del vero!
Avete le vostre idee e le sostenete
con forza e convinzione, siamo in
un paese libero nessuno ve lo vieta,
ma l’educazione ed il rispetto
non dovrebbero mai mancare! Mi
sembra di vedere che chi è stata
offesa maggiormente in questo incidente
sia stata la persona più ragionevole
e di buon senso, affermando:
«Spero sia possibile aprire
un confronto con i cacciatori
per capire come si può fare per risolvere
la situazione, la nostra
non vuole essere una posizione di
chiusura totale».
La signora probabilmente sa che
tutti i giorni un pedone o un ciclista
vengono investiti e quando va
bene sono incidenti non intenzionali
oppure causati da persone
ubriache o drogate, ma neppure
in questi casi mi sembra di leggere
tanto disprezzo da parte di chi
interviene in questa rubrica. Voglio
per finire fare una considerazione
sulla lettera che riporta quasi
per metà un mio intervento precedente
sull’apertura della caccia:
noto con piacere che anche se radicalmente
contraria alla caccia,
la signora che scrive ha letto con
molta attenzione quanto scritto,
solitamente le cose che non mi interessano
non solo non le leggo,
ma addirittura le ignoro, ma se la
lettura le è servita solo per attaccare
con “disgusto” tanto da farsi
venire la “nausea” nel propagandare
le cose in cui crede, non le fa
certo onore.
Gualtiero Sepati

[ Questo Messaggio è stato Modificato da: Clo75 il 29-09-2008 12:04 ]