GENOVA-INVALIDITA'-ACCOMPAGNAMENTO-ASSISTENZA DOMICILARE


Pubblicato in: Varie

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DUDU

Chi ha informazioni su come funziona tutta la baracca farebbe n'opera pia e me lo direbbe anche a me?


sharon

cosa vuoi sapere esattamente? Come fare per prendere l'accompagnamento? C'è già un verbale di invalidità?

sofiaeginny

interessa molto anche a me sta cosa per i miei genitori.

omero

non so se funziona così anche a Genova, comunque in toscana la procedura è questa: il medico curante scrive una ricetta dove indica che per lui la persona è invalida e ne spiega brevemente i motivi. poi vai alla ASl di riferimento e chiedi come fare a ottenere il certificato di invalidità (una commissione di medici valuta la gravità della situazione e rilascia un certificato); poi credo sempre alla Asl chiedi come fare a ottenere l'accompagnamento o l'assistenza domiciliare.
Ti dico di chiedere perchè tanto ci sono dei moduli da riempire per cui comunque dovresti andarci

ricorda che tramite delle convenzioni con le Asl e la Pubblica Assistenza, Croce Rossa e Misericordia effettuano trasporto sociale: per cui chiedi alle Asl come fare eventualmente per ottenere tale servizio!



FinaLea

Le spiegazioni di Omero credo siano corrette.
Noi facemmo tutta la trafila a Milano sia per mia mamma che per mio papà ma sono passati davvero tantissimi anni e non ricordo proprio.
Nel loro caso, venne rilasciato un certificato di invalidità permanente (trattandosi di cecità non era una situazione di passaggio) che è tutt'ora valido. L'abbiamo usato anche un paio d'anni fa per farci rilasciare dal comune il contrassegno per il parcheggio.
Credo però che siano due strade divise da percorrere: la prima, attraverso l'asl per ottenere appunto il certificato; la seconda, nei confronti dell'inps che è l'ente preposto ad erogare il sussidio

sofiaeginny

Scusate io con un papà di 84 anni in dialisi da 6 mesi dichiarato invalido al 100% e con una mamma non vedente, non hanno dato ai miei l'accompagnamento, secondo voi è il caso di fare ricorso???
Loro abitano a Sv ed io a Genova quindi non possono nemmeno attaccarsi sul fatto che hanno una figlia nubile, e mio fratello che vive a sv è sposato con una bimba piccola.


sharon

Se l'ammalato è invalido civile...il medico di famiglia deve solo fare un certificato di aggravamento e scrivere quali sono le patologie subentrate.
E' giusto come dice Omero...ma io consiglio di andare dopo il certificato medico presso un sindacato che si occupa di queste cose...lì ci sono tutti i moduli e fanno tutto loro per la compilazione e poi tu stessa Dudu puoi inviare la raccomandata alla sezione ASL.
Dopo tutto questo dovrai attendere circa 6/7 mesi prima che arrivi la comunicazione dell'asl per la visita...è consigliabile per la visita portare tutti gli accertamenti fatti (fotocopie) e considera pure che hai solo 4 minuti per dire alla commissione medica quali sono i problemi di salute....figurati se perdono tempo.
Per ottenere l'accompagnamento non basta avere il 100% di invalidità.


omero

non so, ci sono norme regionali diverse per cui bisognerebbe verificare se in base a quelle c'è la possibilità di fare ricorso o meno... a mio avviso si, ma bisognerebbe ti rivolgessi a un avvocato o a un'associazione per valutare la cosa


ps. cieca ventesimista o cieca assoluta? credo che i ventesimisti non abbiano diritto all'accompagnamento

sharon

Quote:

18-02-2008 alle ore 18:58, sofiaeginny wrote:
Scusate io con un papà di 84 anni in dialisi da 6 mesi dichiarato invalido al 100% e con una mamma non vedente, non hanno dato ai miei l'accompagnamento, secondo voi è il caso di fare ricorso???
Loro abitano a Sv ed io a Genova quindi non possono nemmeno attaccarsi sul fatto che hanno una figlia nubile, e mio fratello che vive a sv è sposato con una bimba piccola.


beh certo devi fare ricorso..di solito non danno mai l'accompagnamento a prima richiesta..ma c'è un termine per fare ricorso....credo 60 giorni o 90..non ricordo.

sharon

anzi scusa mi correggo....ti consiglio di fare nuova domanda e non il ricorso..perchè per il ricorso dovresti prendere un avvocato e poi passa troppo tempo..

FinaLea

Quote:
cieca ventesimista o cieca assoluta? credo che i ventesimisti non abbiano diritto all'accompagnamento



Confermo che se si tratta di cecità assoluta non influisce minimamente se ci sono o meno figli in casa.
I miei genitori la percepivano, proprio perchè è un diritto, anche quando tutti noi 3 figli eravamo in casa. Però ripeto, deve essere cecità assoluta.

omero

mi pareva infatti

sofiaeginny

Quote:

18-02-2008 alle ore 19:05, sharon wrote:
anzi scusa mi correggo....ti consiglio di fare nuova domanda e non il ricorso..perchè per il ricorso dovresti prendere un avvocato e poi passa troppo tempo..


il medico di famiglia ha detto ai miei che deve passare un tot tempo per fare un'altra domanda, tipo due anni. Me lo confermate?
Mia madre non è cieca assoluta, quindi niente accompagnamento?
Il problema è questo però:
1) mia madre non è cieca assoluta ma non ci vede, non è in grado di uscire da sola perchè vede solo ombre, persino in casa se sposti una sedia ci sbatte contro;
2) mio padre 84enne in dialisi non si regge in piedi, giorni fa ha avuto un malore, per fortuna era in casa ed è riuscito a mettersi a letto ma fosse stato per strada cadeva in terra.
In tutto questo non sono aiutati da nessuno nemmeno per comprare il minimo per sopravvivere ed hanno la minima di pensione entrambi, in due non arrivano a mille euro.
Ma come si fa?????

omero

lettera a Napolitano? sembra di moda...


scherzi a parte, vai a un ufficio Asl e chiedi le procedure esatte: varia da regione a regione, per cui magari ti dico una cosa che può risultare sbagliata!
credo sia la cosa migliore

GattoTiti

L'invalidità ed anche l'accompagnamento son strani xchè regolati da punteggi e tabelle x cui se il cieco ventesimista di per sè potrebbe non avere diritto all'accompagno ecco che lo matura se il medico certifica che oltre alla cecità ha una gravissima artrosi (sono esempi).
La realtà è che conviene sempre appoggiarsi ad un patronato, visto che gli eventuali ricorsi oramai sono gestiti dal giudice di pace.
Un ottimo sito di informazione è www.handylex.org

Freedom

Mi ha anticipato GattoTiti: ho un'invalidità, per cui vi dco, con cognizione di causa, che la cosa migliore è rivolgersi ad un patronato assistenziale (tutti i sindacati ne hanno uno), penseranno loro a tutto.
P.s
Non c'è nessun costo

sharon

Quote:

19-02-2008 alle ore 10:11, sofiaeginny wrote:
Quote:

18-02-2008 alle ore 19:05, sharon wrote:
anzi scusa mi correggo....ti consiglio di fare nuova domanda e non il ricorso..perchè per il ricorso dovresti prendere un avvocato e poi passa troppo tempo..


il medico di famiglia ha detto ai miei che deve passare un tot tempo per fare un'altra domanda, tipo due anni. Me lo confermate?
Mia madre non è cieca assoluta, quindi niente accompagnamento?
Il problema è questo però:
1) mia madre non è cieca assoluta ma non ci vede, non è in grado di uscire da sola perchè vede solo ombre, persino in casa se sposti una sedia ci sbatte contro;
2) mio padre 84enne in dialisi non si regge in piedi, giorni fa ha avuto un malore, per fortuna era in casa ed è riuscito a mettersi a letto ma fosse stato per strada cadeva in terra.
In tutto questo non sono aiutati da nessuno nemmeno per comprare il minimo per sopravvivere ed hanno la minima di pensione entrambi, in due non arrivano a mille euro.
Ma come si fa?????


Non è vero che devono passare due anni....la nuova domanda la puoi fare subito dopo la scadenza dei termini per il ricorso..quindi 90 giorni o 60 gg. non ricordo...ma non due anni.
Scusa ma i tuoi hanno entrambi il 100% di invalidità? L'accompagnamento mi spiace dirtelo ma credimi in Italia non lo danno a nessuno..a meno che non si è morti..la mamma del mio fidanzato era in agonia e stava morendo e non poteva fare nulla figurati e non ha avuto l'accompagnamento con tumori e metastasi quindi in fin di vita.
Comunque tenta ugualmente...ti consiglio di chiedere aiuto agli assistenti sociali per tuo padre e tua madre...l'asl deve aiutare...ma ovviamente anche in questi casi ci dei moduli di domanda.

sofiaeginny

Quote:

19-02-2008 alle ore 11:08, GattoTiti wrote:
L'invalidità ed anche l'accompagnamento son strani xchè regolati da punteggi e tabelle x cui se il cieco ventesimista di per sè potrebbe non avere diritto all'accompagno ecco che lo matura se il medico certifica che oltre alla cecità ha una gravissima artrosi (sono esempi).
La realtà è che conviene sempre appoggiarsi ad un patronato, visto che gli eventuali ricorsi oramai sono gestiti dal giudice di pace.
Un ottimo sito di informazione è www.handylex.org


Grazie mille!!!!!! Altro che artrosi, mia madre è in sovrappeso ed ha problemi di artrosi, osteoporosi e quant'altro da anni, ma almeno 15 ed è sempre peggio.
Ora mi informo.
Grazie mille a tutti per le dritte, veramente di cuore

dylan66

..quindi da quello che ho capito si può avere l'accertamento dell'invalidità ma non l'indennità di accompagnamento?

Es. pratico, ricevo una lettera dove mi si dice che ho diritto a tutto ciò di cui ho bisogno in quando non sono in grado di svolgere nessuna azione giornaliera da solo e che sarò contattato dall'Inps. Vuol dire che mi daranno l'indennità in denaro o che possono ancora dirmi che non ne ho diritto?
Da dove si rileva la percentuale di invalidità che mi hanno assegnato?



sharon

Nella hai fatto la visita di invalidità? La percentuale si rileva dal verbale di invalidità.

sharon

dimenticavo..solo se la percentuale supera il 74% si ha diritto ad un assegno di invalidità pari ad euro 230 circa.

sofiaeginny

mio padre è stato dichiarato invalido al 100% ma non ha diritto a nessun assegno!!!! E ne avrebbe bisogno invece, visto che entrambi non sono in grado di aiutarsi a vicenda!

GattoTiti

l'indennità di accompagnamento è successiva all'invalidità e quasi mai contestuale (questo può accadere solo in casi di patologie oncologiche, casi in cui i tempi storici delle commissioni invalidi si accorciano per legge).

DUDU

Quindi in caso di ricovero in ospedale serve la cartella clinica e con la cartella clinica serve una dichiarazione del medico "di famiglia" o basta la cartella clinica? Qui nemmeno i medici ne sanno granchè di come funzionano le cose
Mio nonno avrebbe bisogno per lo meno di qualcuno che vada a casa a fargli delle medicazioni che fino ad ora ho sempre fatto io ma adesso gli vanno fatte tutti i giorni e sta diventando massacrante.
In ospedale dove lo seguono hanno detto che fanno una domanda e forse riusciamo ad avere un'assistenza domiciliare visto che ha 85 anni e vive solo. Un aiuto economico fa sempre comodo certo, ma anche se ci mandano qualcuno a casa almeno per le cose mediche è già un aiutone!

GattoTiti

Dudu questo è un'altro discorso, il nonno deve essere inserito nell'ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) gestita dalla ASL che ha uffici appositi, non c'entra nulla con l'invalidità.

Freedom

Quote:

19-02-2008 alle ore 11:36, sharon wrote:
dimenticavo..solo se la percentuale supera il 74% si ha diritto ad un assegno di invalidità pari ad euro 230 circa.


già, quella che prendo io, 237 euro, per l'esattezza

FinaLea

Sofiaeginny, da quanto scrivi sembra che tua mamma possa realmente essere considerata cieca assoluta.
Però ribadisco che solo la ASL può certificare il suo stato visivo tramite una visita dei loro medici fiscali. Se ti rilasciano il certificato di cecità assoluta hai pieno diritto di chiedere l'indennità.

lillina

Vai in via Frugoni a Ge c'è un Ufficio comunale ad hoc ( solo di mattina al martedi' e al giovedi '...soliti orari del cavolo )
Chiedi anche al medico di base in genere sanno come si fa oppure chiedi a un Patronato per pensionati ( per mia suocera è stato il Patronato a istruire la pratica )

Con certificati visite e controvisite + ricorsi vari ,insomma in un paio di anni circa ,mia suocera totalmente immobile su sedia a rotelle ha avuto l'accompagnamento


bracchetto

il mio zietto adorato ha un'invalidità motoria del 100%... pertanto il tour delle asl è stato il secondo lavoro mio e della mamma per circa sei mesi
per prima cosa devi fare richiesta di invalidità civile, presentando una serie di certificati medici e tutte le cartelle cliniche. in questo modo si viene messi in lista per l'incontro con la commissione peritale medica che stima la percentuale di invalidità e se è temporanea o permanente (ad esempio, a mio zio che ha avuto un aggravamento di una malattia genetica hanno concesso l'invalidità del 100% per un anno, rinnovata per un altro anno, poi definitiva visto che non c'era margine di miglioramento). la commissione è abbastanza tosta, nel senso che il loro lavoro è quello di "sgamare" i falsi invalidi e coloro che ci marciano su. per il malato la visita di commissione può essere anche molto stressante, poichè i medici cercano palesemente di coglierti in fallo. è difficilissimo che al primo colpo diano invalidità permanente, anche nei casi più gravi si sta in ballo due o tre anni.
a questo punto
se il disabile non può più lavorare
se non è in grado di essere autosufficiente
se non ha un parente stretto che possa prendersene cura
allora si può fare richiesta dell'accompagnamento e delle terapie domiciliari.
ad esempio mio zio, che ha dovuto smettere di lavorare e vive con mia nonna ottantenne che ovviamente non può sollevarlo eccetera, ha avuto diritto a:
una persona che lo lava tre volte per settimana
una persona che gli tiene pulita la casa una volta per settimana
una persona per la fisioterapia respiratoria a cicli secondo necessità stabilita dal medico di base
una persona per la fisioterapia motoria due volte per settimana
l'ADI (assistenza domiciliare integrata) per la quale il medico di base pianifica una visita domiciliare mensile per controllare lo stato di salute
tutte le prestazioni sanitarie erogabili a domicilio (prelievi di sangue, ecc) vengono effettuate a casa
esenzione dal ticket farmaceutico e ospedaliero.

devo dire che se ne sono occupate due persone davvero in gamba: il mio medico di base (è andata lei più volte a sollecitare in asl garantendo che mio zio non faceva finta, e certificando che le cure richieste erano strettamente necessarie) e una assistente sociale con le controp....
poi, io e mamma per sei mesi di fila abbiamo girato tutti (ma proprio tutti) gli uffici asl di milano. alla fine, giuro, mi salutavano per nome.

FinaLea

Direi che le indicazioni di Bracchetto sono totalmente esaustive.

Mi permetto solo di fare una considerazione: verissimo che le commissioni sono toste e per l'invalido è un tantino imbarazzante ma per fortuna che è così.... Ho visto nella vita troppi ciechi che guidavano la macchina e le recenti notizie dei telegiornali ci confermano che ancora questa piaga è ben presente.
Quindi... ben vengano i controlli.... è giusto che chi ha diritto ad avere riceva, ma è altrettanto giusto smascherare chi ci prova sempre e in tutti i modi


sharon

Quote:

19-02-2008 alle ore 12:15, sofiaeginny wrote:
mio padre è stato dichiarato invalido al 100% ma non ha diritto a nessun assegno!!!! E ne avrebbe bisogno invece, visto che entrambi non sono in grado di aiutarsi a vicenda!


L'assegno di invalidità lo si percepisce solo se la persona ha meno di 60 anni.

DUDU

Più brevemente possibile...
mio nonno ha 85 anni, vive solo, è stato operato per rivascolarizzare la gamba dx, necrosi al metatarso del piede dx e due piaghe da decubito che si sono necrotizzate sui talloni (testone, se l'è fatte venire a casa!).
Stiamo curando queste necrosi da un anno con il reparto delle Lesioni difficili dell'ospedale per evitare di dover amputare.
Medicazioni ogni settimana alternate a medicazioni da fare tutti i giorni.
Adesso si prospetta operazione di rivascolarizzazione alla gamba sx.
Spalla sx con tendini atrofizzati, non riesce quindi a sollevare il braccio se non in minima parte (esempio non riesce a portare il bicchiere alla bocca).
Artrosi da buon 85enne.
Poi non so se conta ma una decina di anni fa gli hanno tolto un rene.

Bisogna vedere come evolvono le cose ma a queste condizioni che aiuto si può avere secondo le vostre esperienze/conoscenze?
Sicuramente ci sono situazioni peggiori ma abbiamo anche un'altra nonna a cui badare e giusto stanotte abbiamo fatto le 2.30 in pronto soccorso

donatellaganga

Quote:

18-02-2008 alle ore 19:05, sharon wrote:
anzi scusa mi correggo....ti consiglio di fare nuova domanda e non il ricorso..perchè per il ricorso dovresti prendere un avvocato e poi passa troppo tempo..




confermo: noi abbiamo abbiamo fatto domanda una volta per mio suocero e due per mia suocera...stai attenta che sia tutto perfetto quando porti la domanda...si attaccano a tutto...e non è che chiamano per dirti che manca qualcosa o che.....

bonnie

Io me ne sono occupata due anni fa per un mio familiare e deve dire che la cosa è stata piuttosto semplice anche se i tempi sono abbastanza lunghi, parlo per la regione Toscana dalla presentazione domanda all'erogazione dell'assegno di accompagnamento è passato 1 anno , però una volta riconsciuta l'invalidità l'assegno parte dalla presentazione della domanda con tutti gli arretrati e gli interessi.
I moduli io l'ho scaricati da internet altrimenti lo ritiri alla asl
alla domanda deve esserci modulo redatto dal medico curante e tutta la documentazione sanitaria relativa alla patologia segnalata.
La domanda va consegnata all'ufficio invalidi civili della città di residenza.
Per l'assegno di accompagnamento bisogna che sia riconosciuto invalido al 100% quindi inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovi nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di un'assistenza continua, non è concessa agli invalidi ricoverati gratuitamente negli istituti, può essere concessa anche dopo il 65° anno e non c'è limite di reddito.


bonnie

Quote:

19-02-2008 alle ore 15:36, sharon wrote:
Quote:

19-02-2008 alle ore 12:15, sofiaeginny wrote:
mio padre è stato dichiarato invalido al 100% ma non ha diritto a nessun assegno!!!! E ne avrebbe bisogno invece, visto che entrambi non sono in grado di aiutarsi a vicenda!


L'assegno di invalidità lo si percepisce solo se la persona ha meno di 60 anni.




La pensione d'invalidità 100% età compresa fra 18 e 65 anni salvi i limiti di reddito previsti dalla legge




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